Home Articoli HP Torino, all’Evergreen Fest il rumore di una “foresta che cresce”

Torino, all’Evergreen Fest il rumore di una “foresta che cresce”

112
SHARE

Il progetto La foresta che cresce, vincitore del bando MigrArti, indetto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, è realizzato da Tedacà, Acti Teatri Indipendenti e Almateatro ed è l’unico progetto in Piemonte selezionato e finanziato per il settore teatro. L’azione spettacolare andrà in scena sabato 15 luglio, ore 21.30, con ingresso gratuito presso il Parco della Tesoriera (corso Francia 186-192), all’interno dell’Evergreen Fest.

“Fa più rumore un albero che cade di un’intera foresta che cresce”: intorno a questo celebre aforisma cinese si è sviluppato un progetto fondato sul dialogo fra giovani italiani, migranti di recente arrivo e giovani di origine straniera nati o cresciuti in Italia. La restituzione in forma di spettacolo affronta il tema dell’immigrazione come risultato di un percorso artistico e culturale di confronto e riflessione dei partecipanti sulle proprie esperienze.

Lo spettacolo prenderà vita sul palcoscenico e in forma itinerante fra gli alberi secolari che circondano la Villa della Tesoriera. In scena l’azione performativa agirà in contaminazione con i linguaggi del teatro e della danza, alternati a video testimonianze.

Il progetto è ideato e diretto  da Gabriella Bordin, Beppe Rosso e Simone Schinocca. Le tre compagnie Tedacà, Acti e Almateatro hanno condotto insieme una serie di laboratori teatrali, che si sono svolti sul territorio della città di Torino e hanno visto la partecipazione di oltre 40 giovani: cittadini italiani, giovani immigrati di seconda generazione e migranti del C.A.R.A. (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) gestiti dalla Cooperativa L’Isola di Ariel.
Il lavoro con i giovani di seconda generazione si è realizzato grazie alla collaborazione con Lvia, Arte Migrante ed Equilibri d’Oriente. I laboratori sono stati condotti nelle zone San Salvario, San Donato e Porta Palazzo (a San Pietro in Vincoli), zone caratterizzate da una forte presenza multiculturale.

Correlato:  Il Piemonte punta sul turismo green: stanziati 2 milioni di euro

Le tre compagnie hanno lavorato in sinergia, mettendo a disposizione le proprie diverse capacità artistiche, avvalendosi anche delle operatrici culturali di Almateatro impegnate storicamente e quotidianamente sul tema del dialogo interculturale e coinvolgendo i giovani del gruppo Arte Migrante che praticano inclusione sociale con metodologie di tipo artistico. Il risultato ha generato una comunità artistica tesa al superamento delle cosiddette “paure” che tormentano la società contemporanea.

Nel laboratorio i giovani hanno sviluppato un percorso di conoscenza e di ascolto verso gli altri e hanno trovato uno spazio in cui esprimere e condividere storie, sensazioni, disagi e dibattiti, generando insieme una costruzione drammaturgica che parte dal loro vissuto e dalle loro aspirazioni.
L’arte scenica diventa quindi strumento di dialogo per superare il possibile conflitto generato da modelli di pensiero diversi tra loro. Attraverso la conoscenza, il dialogo e la creatività si abbattono gli stereotipi. Fondamentale, a tal proposito, la presenza dei giovani di seconda generazione che, per la loro esperienza di vita, si pongono in modo naturale come “ponti tra due società” fornendo, attraverso le proprie riflessioni, uno sguardo nuovo. Il loro apporto è ancora più importante qui in Italia, in questo momento storico di dibattito e scontro politico sulla proposta di legge per la riforma della cittadinanza e sul principio dello Ius Soli.

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here