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Salviamo il Campo Volo di Torino, polmone verde della città!

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Salviamo il Campo Volo di Torino, polmone verde della città!
Salviamo il Campo Volo di Torino, polmone verde della città!

Legambiente preoccupata per la cementificazione estesa e rapida della città, per questo vuole salvare il Campo Volo di Torino!

Legambiente grida a gran voce di salvare il Campo Volo di Torino! Sì, perché gli ultimi dati ISPRA sono spaventosi: 8548,5 ettari totali di suolo consumati (23 ettari sono stati consumati soltanto tra novembre 2015 e maggio 2016), che ammontano al 65,7% del territorio piemontese.

Per tutelare la vasta zona verde alle porte di Torino Legambiente intende utilizzare la procedura prevista dall’art. 136 del DL 42 del 22 gennaio 2004 per la “Dichiarazione di notevole interesse pubblico del paesaggio”. Il campo volo è l’area che affianca la Dora Riparia e comprende il Parco della Dora e il Campo Volo a Collegno, e Basse Dora a Torino sino al confine del Parco della Pellerina.

Questa magnifica area verde è stata protagonista di numerosi fatti, tra cui il primo volo del velivolo della compagnia Alitalia e lo sfortunatissimo evento dell’aereo del Grande Torino. Esso doveva atterrare proprio lì.

Legambiente è stata chiara: basta speculazione edilizia. Il loro intento è quello di valorizzare le ultime aree agricole del territorio.

Fabio Dovana, Presidente di Legambiente di Piemonte e Valle d’Aosta, ha le idee molto chiare.

“I campi urbani rappresentano una sorta di ecomuseo diffuso dell’agricoltura superstite, un patrimonio che va messo al riparo da possibili speculazioni e consegnato integro alle generazioni future- Nonostante da anni la politica locale e nazionale si dichiari a favore di uno stop generalizzato al consumo di nuovo suolo, i dati continuano a fotografare una situazione allarmante che impone scelte urgenti e coerenti”.

Bisogna preservare l’ambiente in cui viviamo. Le aree verdi sono necessarie per la nostra salute e per il proseguimento della specie. Non annientiamole ma salvaguardiamole per le generazioni future, per i nostri figli e i nipoti che verranno. Non lasciamo loro solo cemento.

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Carmen Terrazzino

(credit foto: Torino Nuova Economia)

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