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Napoleone Leumann, l’industriale che creò una città per i suoi operai

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Napoleone Leumann, l'industriale che creò una città per i suoi operai
Napoleone Leumann, l'industriale che creò una città per i suoi operai

Napoleone Leumann, il grande industriale lombardo di origini svizzere, che decise di creare il villaggio operaio a Collegno morì l’11 luglio 1930

Nel 1896, per la sua attività industriale e filantropica, è stata intitolata a Napoleone Leumann, il nome di una frazione di Collegno, la Borgata Leumann appunto.  
Napoleone Leumann nacque in provincia di Pavia nel 1841, da una famiglia svizzera. Infatti la pronuncia corretta del cognome è Lòiman
Inizialmente, Leumann, mise le basi della sua azienda tessile, un cotonificio, a Voghera, sempre in provincia di Pavia. Dopo alcuni anni, l’imprenditore decise di spostare il cotonificio svizzero a Collegno, alle porte di Torino.
In quel periodo, verso la fine del XIX secolo, il capoluogo piemontese sta uscendo dalla sua crisi d’identità dovuta alla perdita del ruolo di capitale d’Italia e cerca di reinventarsi come modello di sviluppo industriale. Infatti, la città sabauda stava attuando una politica fiscale vantaggiosa in favore di chi volesse impiantare stabilimenti industriali sul territorio cittadino. 
Per realizzare l’opificio, Leumann acquistò un vasto terreno lungo corso Francia, vicino alla ferrovia e al tramvia che collegava Torino e Rivoli. Nel 1877 cominciarono i lavori del cotonificio e del villaggio operaio.
Leumann mirava a diffondere una diversa cultura imprenditoriale e un nuovo approccio nei rapporti tra proprietà e lavoratori.
L’idea di Leumann era quella di creare un gruppo di case, un quartiere, per gli operai e gli impiegati della fabbrica con i servizi essenziali, come la scuola, la chiesa, la stazione, il lavatoio e la posta, in comune. Le casette, inoltre, non dovevano essere delle semplici abitazioni, ma dovevano essere efficienti e rispettare canoni estetici e funzionali. Proprio per questo motivo le casette vennero disegnate e progettare dall’ingegnere Pietro Fenoglio, considerato il maestro del liberty torinese. La chiesa all’interno del villaggio, dedicata a Santa Elisabetta, in onore della madre di Leumann, è l’unico esempio di architettura religiosa in stile liberty in Piemonte. Il villaggio disponeva anche di una piccola stazione per il piccolo treno che collegava Torino e Rivoli, offrendo un servizio utile per i pendolari o per chi volesse andare a trovare parenti amici a Torino
Insomma, un vero e proprio villaggio a misura di operaio.
Nel corso della sua vita, Leumann fu direttore della Cassa Benefica per “giovani derelitti” e del Regio Ospizio di Carità. Inoltre, a sue spese, costruì la colonia profilattici di Rivoli
Napoleone Leumann morì l’11 luglio 1930, ma il Villaggio Leumann, il suo villaggio – modello rimane un esempio di edilizia operaia. Dunque, la figura di Leumann, grande uomo e imprenditore, si può definire come la versione ante litteram di Adriano Olivetti

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