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Festa grande per il ritorno della campana maggiore alla Consolata

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Festa grande per il ritorno della campana maggiore alla Consolata
Festa grande per il ritorno della campana maggiore alla Consolata

Grande festa per il ritorno, dopo il restauro, della campana maggiore alla Consolata.

La campana ha suonato a festa alle 10:30 e alle 12

Grande festa per il ritorno, dopo mesi di restauro, della campana maggiore alla Consolata.
La campana maggiore, una delle nove del santuario della Consolata, è una delle due campane più grandi del Piemonte e una tra le maggiori d’Italia.
Un vero e proprio tesoro per Torino.
Il 20 giugno, in occasione della festa della patrona della città, la campana maggiore è nuovamente tornata a suonare. Ovviamente a festa. La campana venne fusa nel 1940 dalla fonderia Achille Mazzola di Valduggia, nel vercellese.
Festa grande per il ritorno della campana maggiore alla Consolata
 
Il mattino del 20 giugno la campana ha fatto il suo debutto dopo la conclusione del risanamento conservative del castello campanario.
Le campane hanno suonato alle 10:30, prima delle messa solenne delle 11 presieduta dall’arcivescovo, è poi alle 12.
Hanno suonato a festa, ovvero a “baudetta”, come si dice in piemontese.
Qualche mese fa fu proprio il vice rettore del santuario, don Federico Crivellari, ad accorgersi che qualcosa sul campanile romanico non andava.
Infatti, una delle nove campane, la maggiore, era a rischio. Un trave del castello campanario si era abbassato e usurato. Ora il “castello” è stato rialzato e ricostruito con nuovi travi.
Il restauro è stato finanziato dalla Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, quindi con il contributo dei torinesi. L’intervento è venuto a costare 110mila euro.
Nel giorno della festa della Consolata, la campana viene “riconsegnata” alla comunità.
Dunque, oltre al carillon che scandisce prima di ogni ora un breve “ritornello di lode”  in base al tempo liturgico, ora tornerà a suonare la campana maggiore alla Consolata.
La festa del 20 giugno 2017 ha portato con sé un’altra novità, un qualcosa che non accadeva da oltre cinquant’anni.
Il quadro della Consolata, simbolo del santuario e della religiosità torinese, ha lasciato la raggiera dell’altare ed è stato collocato nella cappella di Sant’Andrea. In questo modo, il quadro ha accolto i fedeli in chiesa, mentre la statua che è stata portata in processione era già sotto il grande gazebo bianco in piazza.
Davanti al quadro, inoltre, è stato possibile ammirare la rosa d’oro che Papa Francesco donò al Santuario quando venne in visita, in forma privata, il 21 giugno 2015 in occasione dell’Ostensione della Sindone.
La giornata del 20 giugno è cominciata alle 6 con la prima Messa dedicata alle congregazioni del Cottolengo. Altre messe si sono svolte alle 7, alle 8 e alle 9:30, con il vicario generale, monsignor Valter Danna, a celebrare la messa. Alle 11 ha avuto luogo la solenne concentrazione presieduta da monsignorCesare Nosiglia.
Alle 12 si è tenuta la “supplica” con il rettore, monsignor Giacomo Martinacci, l’arcivescovo e le autorità dinanzi al quadro della Consolata.
Ancora messe alle 12:30, alle 16, alle 17 con i Secondi Vespri presieduta da Monsignor Guido Fiandino e alle 18.
La processione è partita alle 20:30 da via della Consolata, proseguendo lungo piazza Arberello, corso Siccardi, via Bertola, via San Francesco d’Assisi, via Milano (qui il saluto delle autorità), Porta Palazzo e, infine, via Giulio. Alla fine si è celebrati un’ultima messa.
La processione è stata seguita in diretta da Radio Nichelino Comunità.

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