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Grom: da Torino al mondo con il nuovo gelato in barattolo

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Grom: da Torino al mondo con il nuovo gelato in barattolo
Grom: da Torino al mondo con il nuovo gelato in barattolo

Grom inizierà a breve la commercializzazione del proprio gelato in barattolo. La sfida sarà a livello sia nazionale che internazionale, i colossi stranieri, nel campo, la fanno da padrone.

“Sarà il più buon gelato in barattolo del mondo”, queste le premesse di Federico Grom. Le intenzioni sono buone, e la volontà sicuramente non manca a chi ha iniziato a vendere gelato in 25mq di negozio fino ad avere oggi 86 punti vendita.

Bisogna chiaramente mettere i puntini sulle “i”, dal cono al barattolo c’è un abisso. Il processo di produzione e la qualità cambiano. Ma quello che vuole creare ora Grom è l’anello di congiunzione tra i due tipi di gelato. La qualità fondamentalmente è una e non deve cambiare, questo dice Federico Grom.

“Il criterio del mercato artigianale è quello di togliere ingredienti: togliere grassi, additivi chimici, coloranti e lasciare l’essenza: la frutta nei sorbetti, la crema o il cioccolato nei gelati.” In merito Grom ha le idee ben chiare, all’inizio vi saranno sette barattoli di cui quattro creme e tre sorbetti, ognuno con una quantità pari ai 500ml di prodotto.

“Abbiamo sempre venduto ai nostri clienti i limoni di Sicilia spremuti nei nostri sorbetti. Abbiamo parlato soprattutto dei nostri fornitori. Convinceremo il mercato che con i barattoli non cambia assolutamente nulla”. Dal 2003 Grom ha dimostrato di saper farsi spazio nel mercato interno riguardo la gelateria artigianale. Ora non ci rimane che osservare il marchio torinese, assorbito dalla multinazionale francese Unilever,  in questa nuova avventura.

@Damiano Grilli

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