4 chiacchiere con Evelina Christillin presidente della Fondazione Museo Egizio

4 chiacchiere con Evelina Christillin presidente della Fondazione Museo Egizio

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4 chiacchiere con Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo Egizio
4 chiacchiere con Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo Egizio

In occasione della “Partita del Cuore” – che si giocherà questa sera alle ore 21 presso lo Juventus Stadium – abbiamo avuto l’onore di intervistare Evelina Christillin.

Il principale museo di Torino – che sta macinando record su record di visitatori dopo la fine dei lavori di ristrutturazione dell’anno scorso che ne hanno aumento l’ampiezza espositiva – consente a tutti coloro che avranno acquistato un biglietto per l’evento benefico di accedere, fino al 30 giugno, al proprio interno a un prezzo scontato.

Ma la dottoressa Christillin non è solo la presidente della Fondazione del Museo Egizio: è anche la prima donna al mondo a far parte del Consiglio della Fifa ,ma soprattutto è stata la vicepresidentessa del Toroc, consentendo non solo che Torino venisse scelta come città delle Olimpiadi del 2006, ma che la realizzazione delle stesse fossero un grande successo mondiale.

4 chiacchiere con Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo Egizio

Com’è nata l’idea di unire la partita del Cuore e il Museo Egizio?

< Gli organizzatori dell’evento mi avevano contattato per chiedere di promuovere l’evento anche all’interno della Fifa. Da lì, poi, è nato un lavoro in sinergia per la valorizzazione del evento benefico e abbiamo ritenuto che la possibilità di accedere a una tariffa ridotta all’interno del Museo Egizio potesse essere un ulteriore incentivo per aiutare ad aumentare la presenza di tifosi allo Juventus Stadium”

Un segnale importante quello dato dal Museo Egizio, che nell’ultimo anno si sta confermando come la principale attrazione culturale di Torino.

<Il nostro museo è sicuramente uno dei vanti della nostra città: un successo ottenuto grazie alle tante competenze e professionalità del lavoro svolto al proprio interno e che sono in grado di offrire un servizio qualitativo di primissimo piano.

Quello che mi fa piacere sottolineare è come il nostro polo attrattivo riesca a portare in giro per il mondo anche il nome della nostra città: sono numerosi gli allestimenti e le esposizioni che abbiamo sviluppato, dall’Olanda alla Russia, giusto per citare i più recenti.

Il tutto senza dimenticare che grazie ad un bilancio del tutto “autosostenibile” anche la ricerca sul campo è ripartita in maniera decisa nell’ultimo periodo. Sta giusto per partire a breve un progetto di egittologia con la prestigiosa università Americana Ucla.>

4 chiacchiere con Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo Egizio

Se le dicessi 19 giugno del 1999, giornata in cui venne scelta Torino come città organizzatrice delle Olimpiadi invernali del 2006?

<Un’emozione intensissima, difficile da spiegare. In primis perchè Torino non era considerata la favorita, siamo riusciti a imporci un po’ a sorpresa e a discapito di grandi città quali Helsinki e Sion in Svizzera.

Ma subito dopo i festeggiamenti abbiamo dovuto cominciare e pianificare la realizzazione di quest’evento mondiale. Una responsabilità importante che mi ha stravolto la vita per 6 intensi, ma bellissimi, anni>

Si aspettava che le Olimpiadi invernali riuscissero nell’impresa di trasformare e migliorare così tanto la nostra città e soprattutto cambiare l’idea e la percezione che il mondo avesse di noi, ovvero una città grigia?

<Ne parlavo giusto qualche tempo fa con il mio amico Sergio Chiamparino, con cui abbiamo diviso la responsabilità dell’organizzazione del grande evento. E’ vero, sono stati fatti investimenti importanti in città, ma è anche vero che questi investimenti hanno portato i frutti sperati. Finalmente Torino ha attenuto l’attenzione mondiale e mediatica che merita, la gente ha cominciato a scoprire ed a amare la nostra città>

4 chiacchiere con Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo Egizio

Ultima domanda, qual è la Torino che sente più sua?

<La mia Torino è compresa in 2 luoghi. La prima di sicuro è il Cottolengo, zona che ho cominciato a frequentare fin da ragazzina e dove ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere una donna come suor Giuliana. Persona fantastica che sicuramente mi ha aiutato tanto nel mio percorso di crescita personale e morale. L’altro luogo è sicuramente piazza Carignano: un posto davvero bellissimo, tra il Cambio e il teatro Carignano, un posto dove si respira “torinesità”>

 

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Alessandro Maldera

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