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L’evoluzione del mercato immobiliare: la nostra House Hunter ne parla con Luciana Vola

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Il mercato immobiliare a Torino riparte, ma sarà tutto diverso: la nostra House Hunter ne parla con Luciana Vola

Il mercato immobiliare, a Torino, sta ripartendo, ma tutto sembra essere diverso rispetto a prima: la nostra House Hunter, Laura Polesinanti, ne parla con Luciana Vola.

Dalle finestre dell’agenzia Luciana Vola Immobiliare, in via Andrea Doria 15, al sesto piano, si vedono le montagne, la collina, il monte dei Cappuccini e molte delle ville della collina torinese. Non è casuale la scelta di questa sede. E’ stata dettata dal desiderio di svolgere il proprio lavoro immersi nella bellezza architettonica e naturale di Torino.

Luciana Vola, specializzata nella vendita di case di pregio, ha vissuto le trasformazioni del mercato immobiliare torinese sin dal settembre del 1981.

Si legge ormai ovunque che il mercato immobiliare è in ripresa. Conferma questa percezione anche a Torino?

“Se di ripresa si può parlare, riguarda quasi esclusivamente il mercato della fascia tra i 200 e 300 mila euro. Ma a fronte di un calo dei prezzi che oscilla tra il 25 ed il 30% rispetto al 2006/2007, il resto del mercato stenta a ripartire”.

I prezzi si stanno dunque allineando alle esigenze del mercato?

Sarebbe più corretto dire che nel 2006/2007 gli immobili erano sovra-quotati e che l’enorme offerta a fronte di una più che esigua richiesta, lentamente  sta facendo il resto.

I proprietari di immobili di pregio, però” continua Luciana Vola “sono i più restii ad accettare le condizioni di mercato di oggi. E’ per questo che la  fascia medio/alta è ancora in stallo”.

Cosa ne sarà di questi immobili di pregio?

Le nuove generazioni saranno sempre meno in condizione di farsene carico. La mobilità lavorativa e l’impossibilità a progettare a lungo termine, li porterà ad investire in immobili meno costosi. Molte di queste proprietà rimarranno invendute. Le nuove generazioni le erediteranno e le rimetteranno sul mercato a condizioni diverse”.

Oggi si vende a valori più bassi, ma si compra a valori altrettanto inferiori. Questa non è una motivazione sufficiente per vendere ad un prezzo  più basso rispetto alle aspettative degli anni passati?

“La casa è un bene che porta con sé valore affettivo ed emotività. Per questo è più difficile farne una questione di soli numeri con i proprietari.”

Per contro, i compratori, condizionati anche dall’ampia offerta, tendono a fare trattative molto aggressive.

Il mio personale approccio è incentrato sul servizio al cliente. L’impegno maggiore è far si che le parti, venditore ed acquirente, possano concludere una trattativa su valori reali rispetto al momento di mercato in cui si collocano. Ma, frequentemente, capita che una compravendita non si concluda a causa di ragionamenti non del tutto razionali”.

La casa, per i torinesi, è ancora un bene su cui investire, evidentemente non solo in denaro.

 

A cura di Laura Polesinanti, House Hunter ed esperta di intermediazione immobiliare

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