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‘Italia 61′, quando Torino ritornò capitale d’ Italia

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'Italia 61',, quando Torino tornò capitale
'Italia 61',, quando Torino tornò capitale

‘Italia 61’ per i più giovani è solo una quartiere, una pezzo di città, ma per i 6 mesi dell’ esposizione mondiale, fu l’ epicentro di un nuovo prestigio ritrovato: Torino torna protagonista!

 

Di ‘Italia 61’ ora resta solo un pallido ricordo ma non è stato sempre così. Il 1961 fu una data molto importante per Torino: fu l’ anno dell’ Expo e del primo centenario dell’ unità d’ Italia.

In occasione di questi grandi eventi Torino non si fece trovare impreparata.

Il sindaco di allora, Amedeo Peyron, mise in campo i migliori esperti per poter riuscire in un progetto ambizioso.

Si creò un intero nuovo quartiere, moderno, bello, con nuove tecnologie per stupire i torinesi e il mondo.

L’ area prescelta fu quella nella zona sud della città in un terreno paludoso che verrà bonificato e messo a disposizione delle imprese costruttrici.

Il tema di quell’ Esposizione fu: “Celebrazione per il centenario dell’Unità d’Italia:
L’uomo al lavoro” .

Furono costruiti nuovi palazzi da più noti architetti dell’ epoca: il palazzo del lavoro a cura di Pierluigi Nervi, il Palavela di Annibale Rigotti, una monorotaia, un’ ovovia tra il parco Europa e il Valentino, riprogettato il giardino roccioso a cura di Guido Chiarelli che stupì con la sua illuminazione notturna.

'Italia 61',, quando Torino tornò capitale
‘Italia 61’,, quando Torino tornò capitale

 

La Fiat donò alla città un circorama (brevetto Disney), un cinema a 360 gradi. Anche la Viberti progettò per l’ occasione autobus appositi che ricordavano quelli londinesi.

4 milioni di spettatori giunsero in città per vedere il nuovo quartiere appena sorto: ‘Italia 61’.

Torino tornò capitale per sei mesi, sei mesi di incontri e presentazioni delle opere appena costruite.

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Il nuovo ‘Italia 61’ non fu solo un successo di pubblico: i padiglioni creati da Nello Renacco per ospitare la mostra delle regioni vinsero “il premio nazionale per un’opera realizzata” nel 1963.

Oggi cosa resta di ‘Italia 61’ ? Di quella nuova aerea all’ avanguardia costruita per gli eventi del 1961?

L’ ovovia non esiste più, i bus a due piani sono scomparsi, la monorotaia smantellata e uno dei due capolinea trasformati in alloggi per i genitori dei bambini malati dell’ ospedale Regina Margherita.

'Italia 61',, quando Torino tornò capitale
‘Italia 61’,, quando Torino tornò capitale

 

Il palazzo del lavoro fu usato dall’ università per poi essere avviato ad un percorso, ancora incerto, di riqualificazione.

Il Palavela ha avuto sorte migliore ed è stato riadattato per le olimpiadi di Torino 2006 e rinominato “Oval”.

Insomma di quella bellissima esperienza di ‘Italia 61’ rimane ormai ben poco.

Nell’ Italia del boom economico ‘Italia 61’ fu un laboratorio di idee, soprattutto nel mondo dei trasporti dove vennero proposte diverse soluzioni per la mobilità.

Ma un filo sottile sta per essere steso tra passato e futuro di ‘Italia 61’. Entro il 2018, infatti, sarà messa a servizio la fermata della linea 1 della metropolitana torinese che si intitolerà…’Italia 61′ !

In onore di quel sogno di mobilità, in parte realizzato.

 

Alessandro Rigitano

 

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