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Torino: la storia del taccuino ritrovato e delle sue premonizioni

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Torino, 1811: la storia del taccuino ritrovato e le sue premonizioni
Torino, 1811: la storia del taccuino ritrovato e le sue premonizioni

A Torino si respira un’aria magica, un’aria degna di una città crocevia di personaggi illustri e scoperte. Ma soprattutto di accadimenti che si sono susseguiti nel tempo, fatti misteriosi verità e immaginazione.

Un evento sicuramente degno di nota è quello che nel 1811 portò alla luce gli scritti di un taccuino di Torino che si salvò miracolosamente da un incendio. Per dare delle informazioni più precise parliamo di un rogo divampato in piazza Castello che mise a rischio palazzo Madama e palazzo Reale.

Mentre le fiamme lambivano le mura dei prestigiosi palazzi Sabaudi, da un vecchio scantinato venne tratta in salvo una cassa. All’interno vi erano riposte argenterie, una borraccia ed un taccuino. In un primo momento quest’ultimo passò in secondo piano fino a quando il libello finì nelle mani di un avvocato.

Il giurisperito si soffermò subito a leggere le pagine del taccuino e ivi trovò un particolare enigmatico. Tra i diversi anni riportati vi compariva il 1778, anno in cui venivano previste due eclissi, la morte di un ecclesiastico e la comparsa di alcuni fantasmi. Ad onor del vero in quell’anno avvennero delle eclissi, più precisamente il 24 giugno e il 3 dicembre, mentre il 4 marzo come disse il taccuino di Torino l’arcivescovo spirò.

Certo fino a qui potrebbe essere mera fortuna, ma accadde anche altro in quell’anno a Torino. In via Mascara, forse nei pressi della chiesa di San Domenico, in un postribolo alcune mobilie vennero ad animarsi. Ladri, puttane e uomini di malaffare rimasero terrorizzati. Gli oggetti dal nulla prendevano vita e improvvisamente andavano a scagliarsi contro le mura.

Ma non solo, chi passava davanti alla cloaca investita del nome di osteria vedeva le luci spegnersi. Anche il proprietario rimase turbato e inizio a spargere la voce su di un fantomatico maleficio ai suoi danni. Ma ritorniamo per un attimo al taccuino, sapete cosa diceva una breve frase? Ve lo dico io, “esseri invisibili turberanno un quartiere”, oggi diremmo fantasmi, ieri no, ma quel “ieri” fu uno dei primi casi di presenze spettrali documentato a Torino.

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@Damiano Grilli

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