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Il Politecnico di Torino regala una scuola ecosostenibile

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Il Politecnico di Torino regala una scuola ecosostenibile

Il Politecnico di Torino regala il progetto per la creazione di una scuola nelle zone terremotate.

Architetti e ingegneri del Politecnico di Torino uniti per una buona causa, creare una struttura ecosostenibile a Falerone (Fermo), paese colpito dal terremoto. L’edificio ospiterà la scuola media (dedicata a Don Bosco) del paesino, una biblioteca, spazi sportivi e un auditorium. Superficie della struttura? 1700 metri quadrati. Capienza? 150 allievi.

Come detto in precedenza, la scuola sarà green: materiali riciclabili e autoproduzione di energia. “Sfruttamento” puro della natura che tanto ha tolto a questo paese. Il tutto ovviamente sarà antisismico. Budget? Poco più di 2 milioni di euro. Tempistiche? Poco prima dell’estate inizieranno i lavori e termineranno precisamente a settembre, quando la campanella suonerà.

Sarà una scuola, una struttura quasi ad energia zero: sul tetto ci saranno 400 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, che produrranno l’energia elettrica necessaria all’edificio, quella termica sarà da fonti rinnovabili, le facciate saranno rivestite con legno di larice. Massimo Crotti, del dipartimento di Architettura e Design dice: «useremo materiali, compresi gli isolanti in fibre di rocce e vetro, quasi completamente riciclabili». La scuola sarà smontabile e smaltibile facilmente. Inoltre il progetto potrà essere replicato e ciò rientra nel piano del governo per le scuole.

Crotti e altri docenti del Politecnico di Torino, nel mese di febbraio, sono andati nelle zone colpite dal sisma e sono rimasti toccati nel vedere edifici con crepe o solo mattoni e pietre sull’asfalto. Falerone non è “crollato” come Amatrice ma il disastro c’è sicuramente stato. Ciò che ha colpito ai professori è la forza d’animo della popolazione terremotata, tranquilla e disponibile nell’aiutarsi a vicenda.

L’Italia che si tiene stretta stretta per aiutarsi. Questo è il paese che ci piace. Questa è la bella Italia di cui vogliamo sempre sentire parlare. Uniti per rialzarci più forti di prima.

Carmen Terrazzino

(credit foto: LaStampa)

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