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Pietre d’inciampo, a Torino si ricordano le vittime dell’Olocausto

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Pietre d'inciampo, a Torino si ricordano le vittime dell'Olocausto
Pietre d'inciampo, a Torino si ricordano le vittime dell'Olocausto

Con le pietre d’inciampo, a Torino si ricordano le vittime dell’Olocausto

Torino è, da sempre, una città molto sensibile al ricordo delle vittime dell’Olocausto. Sono tantissimi i torinesi caduti nella pagina più brutta della storia moderna.

Deportazioni, omicidi, espulsioni, privazione di diritti: questo e molto altro è stato il triste destino degli ebrei. E non solo: anche altre categorie “sgradite”, come omosessuali e disabili, hanno avuto un trascorso simile.

Nel Giorno della Memoria, vogliamo presentarvi una delle iniziative più significative intraprese da Torino, in merito a questa tragedia: le pietre d’inciampo.

Con le pietre d’inciampo, a Torino si ha l’occasione di omaggiare i caduti della follia nazista. Il loro nome originale è Stolpersteine, e sono state ideate dal tedesco Gunter Demnig. Sono piccole targhette in ottone, della stessa dimensione delle pietre che rivestono strade e marciapiedi. Targhette che recano il nome di un caduto.

La città della Mole, quest’anno, ha toccato quota 85 pietre. Un grande numero, se si pensa che l’iniziativa va avanti da appena tre anni.

Nel 2015 e nel 2016 erano state apposte, in totale, 66 pietre, intorno alla metà del mese di gennaio. Quest’anno, tra il 17 e il 18 gennaio, ne sono state messe 19. Tra queste, ricordiamo quelle di Guido Graziadio Foa, in corso Palermo 86, di Rinaldo Corio in via Aosta 29, di Leone Sinigaglia, in piazza Bodoni. Per Marco Ottolenghi è stata scelta via San Quintino 30. Altre vittime sono state omaggiate in diverse zone, come via Principessa Clotilde, corso De Gasperi e in via Onorato Vigliani.

Le pietre d’inciampo, a Torino, sono state portate e sostenute dal Museo Diffuso della Resistenza, dal Polo del 900, dalla Comunità ebraica di Torino, dal Goethe Institut e dall’ANED Torino. È un’iniziativa già diffusa in altre città come Roma e Berlino, ed è patrocinata dalla Presidenza della Repubblica Italiana. Per la precisione, l’usanza è stata adottata da 1100 località di 16 Paesi europei. In Italia, oltre a Roma, hanno aderito Livorno, Prato, Ravenna, Brescia, Genova, L’Aquila e Bolzano.

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Le pietre d’inciampo possono essere richieste da chiunque voglia ricordare una vittima del nazismo. Occorre recarsi sull’apposito sito e segnalare i dati della persona che si intende ricordare.

L’appuntamento per le nuove apposizioni è fissato per il prossimo anno, per commemorare nuovamente questo periodo tristissimo.

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