Torino, sono sempre di più i negozi storici che se ne vanno

Torino, sono sempre di più i negozi storici che se ne vanno

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Torino, sono sempre di più i negozi storici che se ne vanno
Torino, sono sempre di più i negozi storici che se ne vanno

Sono sempre di più i negozi storici che abbandonano Torino.

Un dato di fatto allarmante, che rende più povera economicamente e commercialmente il nostro centro, con alcune vetrine che sono legate in maniera viscerale alla storia del capoluogo piemontese.

È il caso di Peyrano, che chiude il negozio di corso Vittorio Emanuele II.

Al numero 76, negli anni Sessanta, c’era sempre il pienone. Ora, con la crisi e con il cambiamento delle abitudini alimentari, gli artisti delle prelibatezze dolciarie della Torino borghese sono costretti a rinunciare al loro punto vendita, per continuare l’attività nel laboratorio di corso Moncalieri. E come dimenticare il Caval d’ Brons, con il locale acquistato dalla Lavazza, che ha allestito il vecchio caffè a punto di degustazione e di rivendita.

Gli ultimi due negozi storici che si vanno ad aggiungere a questa triste lista sono la gioielleria “Vincenzo Capello” e “Steffanone”.

La gioielleria opera in via Accademia delle Scienze 3 dal 1846, e ha oltre 170 anni di vita. Abbasserà la saracinesca per il caro affitti: gli affari non vanno più come un tempo, e adesso si pone anche il problema dell’aumento del canone di locazione, richiesto dai proprietari dei muri. Stesso destino per il negozio di specialità gastronomiche “Steffanone“, aperto in via Maria Vittoria 2 dal 1886. Affitto e calo degli incassi sono le cause di questa ulteriore chiusura.

Una situazione di desolazione si può trovare anche nella Galleria Tirrenia, dove sono tantissimi gli spazi commerciali vuoti. Non si può dire lo stesso di Galleria San Federico, che sta tornando all’antico splendore con tante nuove aperture.

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Dunque, i negozi storici stanno gradualmente abbandonando Torino: le vetrine più famose che hanno caratterizzato la storia della città stanno scomparendo lentamente, strozzate da una crisi spietata.

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