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Romanov e Torino: quando in Piemonte venivano gli Zar

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Romanov e Torino: quando in Piemonte venivano gli Zar
Romanov e Torino: quando in Piemonte venivano gli Zar

I Romanov avevano un buon rapporto con la corte savoiarda: Venaria, Racconigi e Torino i palcoscenici dove andavano in scena importanti incontri tra le due case reali.

Su chi fosse la famiglia dei Romanov sono stari scritti migliaia di testi, ma sul rapporto che essa aveva con Torino…molti meno!

Gli Zar di tutte le Russie e il piccolo stato sabaudo hanno da sempre avuto un intenso rapporto di rispetto reciproco.

La reggia di Venaria, il castello di Racconigi e Torino stessa sono stati i luoghi in cui si sono svolti alcuni dei più importanti incontri tra le due casate reali.

Cerchiamo di scoprire qualcosa di più.

La Reggia di Venaria, nata come palazzina di caccia e poi trasformata in sede del Duca di Savoia prima, e Re di Sicilia/Sardegna poi, è il primo dei luoghi di cui scopriremo qualcosa in più.

Dopo le guerre napoleoniche la reggia divenne la sede dell’ élite dell’ esercito sabaudo.

I Granduchi Michail Nikolaevič Romanov e suo fratello Konstantin Nicolaevič Romanov, figli dello Zar Nicola I, in quanto alti ufficiali dell’ esercito russo, visitarono Venaria nel 1857.

Ricevettero un’ accoglienza unica e i principi mostrarono gratitudine e apprezzamento per i convenevoli ricevuti.

Non solo Venaria fu meta dei giovani principi Romanov.

Romanov e Torino: quando in Piemonte venivano gli Zar
Romanov e Torino: quando in Piemonte venivano gli Zar

 

A Torino era consuetudine ricevere in visita esponenti di questo rango della famiglia imperiale russa.

In molti raggiungevano la capitale piemontese dopo aver svolto villeggiatura nei paesi liguri (a Sanremo esiste una chiesa ortodossa eretta per queste ragioni), o essere sbarcati a Genova o Nizza.

Il granduca Michele, figlio dello Zar Paolo I, venne a Torino nel 1818 e due volte nel 1837. La granduchessa Olga era spesso d’ istanza a Torino. Nel 1839 l’ erede al trono Alessandro passò alcuni a giorni in città e lo Zar Nicola I in persona passò in città dopo aver accolto la zarina a Genova, di ritorno dalla Sicilia.

Nemmeno la guerra di Crimea incrinò i rapporti tra i due stati, tanto che il fratello del Re sabaudo, il duca di Genova, venne offerto in sposo proprio ad una delle figlie dello zar, la principessa Olga e il futuro Re d’ Italia Vittorio Emanuele II divenne amico personale del Granduca Costantino.

L’ ultima tappa del nostro piccolo viaggio è il castello di Racconigi, dove si svolsero i fatti più recenti di cui stiamo raccontando.

Siamo alle soglie del ‘900 e il Regno di Sardegna ha lasciato posto al Regno d’ Italia, ma le relazioni tra le due casate non si raffreddano.

Umberto I e suo figlio, Vittorio Emanuele III ebbero legami molto forti con la famiglia Romanov.

Il primo andò in Russia ben 2 volte, 1870 e 1876, il figlio imitò il padre anche se per motivi diversi.

Nel 1896  il principe Savoia si recò a Mosca per assistere all’ incoronazione dello Zar Nicola II raccontando al suo rientro quanto magnificenza irradiasse la corte dei Romanov.

Romanov e Torino: quando in Piemonte venivano gli Zar
Romanov e Torino: quando in Piemonte venivano gli Zar

 

Bissò anch’ egli la visita, nel 1902, in veste questa volta di Re d’ Italia.

Pochi anni dopo, nel 1909, avvenne l’ ultimo incontro. Lo Zar era di ritorno da Parigi e venne in Italia per ricambiare la visita di pochi anni prima di Vittorio Emanuele III.

Fu scelto l’ antico castello di Racconigi in quanto lontano dai giri di corte di Roma.

Furono messe le basi per il passaggio dell’ Italia alla triplice Intesa (alleanza Russia, Francia Gran Bretagna) dalla Triplice alleanza (Germania, Austria ,Italia).

Fu l’ ultimo atto di secoli di storia e rapporti.

La rivoluzione d’ ottobre spazzerà via i Romanov e la loro storia, destino  a cui anche i Savoia si dovranno arrendere 40 anni più tardi e sempre con Racconigi sullo sfondo, dal momento in cui fu residenza ufficiale dell’ ultimo Re d’ Italia: Umberto II.

Romanov e Savoia hanno scritto pagine importanti della nostra storia, in un tempo in cui anche un piccolo stato incastrato tra grandi potenze sapeva affascinare gli Zar.

 

Alessandro Rigitano

 

 

 

 

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