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Torino, nel 2016 grande aumento dei “cervelli” e delle “braccia” in fuga

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Torino, nel 2016 grande aumento dei
Torino, nel 2016 grande aumento dei "cervelli" e delle "braccia" in fuga

Il cosiddetto fenomeno della “fuga dei cervelli” si fa sentire particolarmente a Torino e nel Piemonte, che ora assiste anche a una sempre più consistente “fuga di braccia”.

Quello che ormai è un consolidato trend negativo in Italia sta colpendo particolarmente tre delle città più importanti del nostro Paese: Milano, Roma e Torino continuano a perdere pezzi di popolazione, con i cittadini che emigrano verso Paesi esteri per una prospettiva di vita migliore. Le destinazioni più gettonate sono Germania, Francia, Svizzera, Argentina e Spagna.

Il capoluogo piemontese è terzo a livello nazionale in questa classifica tutt’altro che positiva, con ben 4206 persone che hanno salutato la Mole per le ragioni più diverse. Già, perché non sono solo i ragazzi ad abbandonare la loro città: tra i migranti, i giovani tra 18 e i 34 anni (con qualsiasi titolo di studio, diplomati e laureati) vanno via per lavoro, e qui si ritrovano non solo celibi e nubili, ma anche famiglie che non riescono a dare un futuro stabile ai propri figli.

La situazione economica spinge anche gli adulti tra i 35 e i 54 anni a cercare fortuna altrove, mentre i pensionati (componente da non sottovalutare) pensano a mete dell’est o del sud Europa (Romania, Bulgaria, Spagna e Portogallo in testa) per andare a trascorrere una vecchiaia tranquilla e con un costo della vita molto inferiore rispetto a quello italiano.

Il 2016 ha visto un aumento nelle emigrazioni: rispetto al 2015 (quando, a partire, erano state 3589 persone), il numero di persone che ha lasciato Torino vede una crescita del 10,6%, con 617 partenze in più. Non va meglio nel resto della regione, con Cuneo e Alessandria che seguono, con poco scarto, il capoluogo piemontese. I numeri provengono dalla Pastorale Migranti, che si occupa di raccogliere dati e informazioni in merito ai fenomeni migratori.

Una situazione drammatica, a cui si può porre rimedio solo con un miglioramento delle condizioni economiche del Paese. La strada da percorrere è molto lunga: se si perderà ancora tempo, l’emorragia di giovani sarà così forte da rendere l’Italia, il Piemonte e Torino sempre più vecchie e sempre più povere.

 

Alessandro Maldera

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