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Addio al “segnale orario”: terminata la collaborazione Inrim – Rai

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Torino spacca (il minuto): l'ora esatta dell'Inrim
Torino spacca (il minuto): l'ora esatta dell'Inrim

La Rai e Inrim chiudono ufficialmente la loro collaborazione dopo 37 anni. Torino dice addio allo storico “segnale orario”, attivo dal 1979, che veniva fornito dall’Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inrim, appunto).

I mezzi scientifici (altamente avanzati tecnologicamente) che l’Istituto ha a disposizione fornivano l’orario e il tempo campione all’Italia e alla tv pubblica, ma ora, secondo quanto si afferma dai vertici di entrambe le parti, molto è cambiato dai lontani anni Settanta.

Già, perché adesso risulta quasi impossibile determinare l’orario preciso, o, come si dice in gergo, “spaccare il secondo”: la causa principale di ciò è la trasmissione digitale dei programmi, che vengono proposti con un segnale in ritardo di tre o quattro secondi.

Spesso, dunque, i programmi non vanno in onda negli orari prestabiliti e sforano di alcuni secondi (che diventano, in molti casi, ritardi di minuti).

Non saranno però solo la tv e la radio a perdere questo pezzo di storia, perché le conseguenze si vedranno anche su altri oggetti totalmente disconnessi da queste realtà. Ne sono esempio le bollatrici di tante aziende, ma anche le macchinette che stampano i biglietti per la sosta nei parcheggi a pagamento; sono solo due degli innumerevoli oggetti regolati in sincronia con l’orario fornito dalla Rai.

Dunque, Torino si prepara a dire addio a un piccolo pezzo di storia, conosciuto e utilizzato dalla stragrande maggioranza delle persone: l’Inrim, dal canto suo, si impegnerà su altri fronti, rinuncia

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