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Da ferrovie abbandonate a piste ciclabili? La storia delle tratte Bricherasio-Barge e Airasca-Cavallermaggiore

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Passeggiando in bicicletta accanto a te, pedalare senza fretta la domenica mattina, cantava Riccardo Cocciante. Forse può divenire realtà se si creeranno le piste ciclabili di cui si parla nel titolo.

Là dove c’era l’erba ora c’è… una città! Mi sento particolarmente ispirata quando si parla di green e riqualificazione delle strutture in disuso. Sì, perché le tratte ferroviarie Bricherasio-Barge e Airasca-Cavallermaggiore sono chiuse e inutilizzate da tanto tempo ormai. Quindi, qual è la cosa migliore da fare se non dar nuova vita a queste linee? Come? Facendole diventare piste ciclabili!

L’Atlante delle linee ferroviarie dismesse raccoglie più di 120 schede dettagliate – dati tecnici e storici, fotografie e posizione geografica delle ex linee, oltre a qualche accenno ai contesti circostanti per comprendere le potenzialità e i possibili benefici – relative a circa 1.500 km di linee ferroviarie, lungo le quali sono collocate più di 400 stazioni e migliaia di fabbricati. L’Atlante è rivolto in particolare alle Amministrazioni pubbliche e alle Associazioni interessate a individuare possibili forme di riuso e riconversione, sia in chiave turistica e sia per una mobilità ecosostenibile, per creare attività e iniziative dedicate al territorio e ai cittadini.

Il territorio della provincia di Torino è interessato da 2 delle 120 tratte a livello nazionale: la Bricherasio-Barge e la Airasca-Cavallermaggiore: la prima è lunga circa 12 km ed è stata realizzata nel 1885 per poi essere soppressa ai viaggiatori nel 1966 e nel 1984 totalmente dismessa; la seconda invece è lunga 34 km e rappresenta un segmento del tracciato con cui a fine ’800 si intendeva collegare Pinerolo ad Alessandria. Caratterizzata da un livello basso di traffico, dovuta alla natura prettamente agricola del territorio attraversato, già nel 1959 la linea fu proposta per la chiusura al traffico, che avvenne definitivamente nel 1986.

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Sarebbe bello se si potesse percorrere sulle due ruote due tratte storiche, no? Speriamo che il progetto possa realizzarsi e magari tutti noi utilizzeremo di più la bicicletta lasciando a casa la quattroruote.

 

Carmen Terrazzino

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