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Stazione di Porta Nuova: ecco la ragione del suo nome

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Stazione Porta Nuova: da secoli uno dei più importanti accessi alla città sabauda. Scopriamo assieme a cosa debba il suo nome.

Con questo articolo, cari lettori di Mole24, voglio raccontarvi le ragioni del nome che fu dato alla più importante Stazione Ferroviaria di Torino: Porta Nuova. Come noto, è infatti la stazione centrale del capoluogo piemontese, tuttavia nel suo nome c’è un chiaro rimando alla vocazione di Porta urbana. Sorge spontaneo domandarsi il motivo. Torniamo nel passato per scoprirlo.

La città sabauda ha vissuto nei secoli grandi ampliamenti urbani, modificandosi per forma ed estensione pur mantenendo nella toponomastica chiari segni del passato. Torino dimostra, nel nome delle strade, dei quartieri e delle piazze, un attaccamento e un legame particolare alle tradizioni e al proprio passato. Potrei citare, ad esempio, “Via della Cittadella”, in memoria dell’imponente Piazzaforte distrutta, oppure il “Quartiere Mirafiori”, in ricordo di un’antica Residenza Reale. Anche il modo del tutto colloquiale e informale in cui i torinesi chiamano Piazza Vittorio Veneto, con il più sabaudo “Piazza Vittorio”, ci rimanda alle radici della città.

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Erede della stessa tradizione è anche il più importante scalo ferroviario, chiamandosi infatti Porta Nuova in memoria simbolica del seicentesco accesso urbano, il quale, poco lontano dall’attuale facciata della stazione, venne costruito con lo stesso nome. Esso, a seguito degli ampliamenti urbani, andò a sostituire la precedente porta, ossia quella che verso sudapriva la città racchiusa dalle mura romane. Nella seconda metà dell’800 si decise di continuare il nuovo asse urbano, chiamato Via Roma, costruendo un tracciato ferroviario verso la Liguria. Dal 1861 quindi iniziarono i lavori del nuovo edificio per il trasporto su rotaia.

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La Stazione, simbolicamente una porta di accesso alla città, venne costruita là dove nei due secoli precedenti si attestavano le strade di comunicazione per la Liguria e il Piemonte meridionale.

L’ingresso urbano che era stato demolito all’inizio del XIX sec. tornò alla memoria con la costruzione dell’edificio firmato da Mazzucchetti e Ceppi. Da quel momento in poi Torino tornò ad avere la sua Porta Nuova, un ingresso monumentale e moderno ma pur sempre legato alla tradizione.

 

Daniele Reali da Ceva

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