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Guida Michelin, la cucina piemontese è trainata dalla provincia

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La cucina popolare piemontese
La cucina popolare piemontese

La cucina piemontese e, nello specifico, quella torinese, è trainata dalla provincia.

È quanto emerge dalla Guida Michelin del 2017, che premia diversi ristoranti e locali delle valli piemontesi e di zone come le Langhe e il Roero.

È il caso della Trattoria Zappatori di Pinerolo, condotta da Christian Milone alla tanto ambita stella della famosa guida, con una cucina rivoluzionaria, a metà tra la tradizione e la modernità. La trattoria, che si trova a Pinerolo, ha riscosso grande successo tra i visitatori incaricati e ha dimostrato di aver avuto una crescita impressionante sotto la guida del nuovo proprietario (che cercherà di aprire un nuovo punto di ristoro a Porta Palazzo entro Dicembre).

Stesso discorso per Michelangelo Mammoliti, originario della Val di Susa (di Giaveno), che risiede ad Almese e che lavora a Guarene, in provincia di Cuneo, dove ha preso per mano la Madernassa e l’ha portata alla stella sulla Guida Michelin, con una cucina che presta particolare attenzione a tutti gli ingredienti e alla loro genuinità. Cucina che gode degli insegnamenti di grandi chef come Gualtiero Marchesi e Stefano Baiocco.

Dunque, la spinta per il Piemonte sulla nota guida arriva dalla provincia, che offre dei locali di altissima qualità e di livello internazionale, con cuochi molto giovani che stanno rivoluzionando la gastronomia piemontese.

Si tratta di una boccata di ossigeno per i ristoranti sabaudi, soprattutto per quelli di Torino e provincia, con la città della Mole che aveva da poco perso un ristorante stellato con la chiusura del Vo.

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