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Il 34° Torino Film Festival tra Bowie, Bolle e… Gipo

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Il Torino Film Festival nella sua immagine guida intende da sempre racchiudere i significati, le diverse espressioni artistiche, le tendenze contemporanee. Per la 34esima edizione (18 – 26 novembre 2016), che vede come “guest-director” il regista e sceneggiatore italiano Gabriele Salvatores, l’ispirazione è arrivata da uno dei personaggi più eclettici della cultura contemporanea: David Bowie.

Grande musicista e interprete, attore cinematografico e teatrale, pittore, Bowie, da Ziggy Stardust a Black Star, ha segnato l’evoluzione dell’immaginario e dello stile collettivo degli ultimi cinquant’anni.

Per quanto riguarda il cinema, è apparso in una quindicina di film, come protagonista o in significativi cammei.

L’immagine scelta dal TFF è tratta da una scena di Absolute Beginners, diretto da Julien Temple nel 1986, rielaborata dall’agenzia creativa Independent Ideas.

Sarà l’attrice Jasmine Trinca la madrina della serata di apertura, il 18 novembre al Lingotto, con la proiezione in anteprima del film Between Us, diretto da Rafael Palacio Illingworth.

“Sono felicissima di tornare a Torino – afferma Jasmine Trinca – per accompagnare un Festival libero come pochi altri, capace sempre di anticipare un’idea di cinema inedita con la curiosità e lo sguardo ancora più che di un Cinema Giovane, di un Cinema Bambino”.

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Il Torino Film Festival sarà per un giorno il palcoscenico di Roberto Bolle. L’étoile presenta, infatti, a Torino, in esclusiva mondiale, Roberto Bolle.

L’arte della danza. Il film, scritto e diretto da Francesca Pedroni, è un viaggio nel mondo della danza attraverso le tappe del Roberto Bolle and Friends in tre luoghi simbolo del patrimonio culturale italiano: l’Arena di Verona, il Teatro Grande di Pompei, le Terme di Caracalla a Roma. Un tour formidabile alla scoperta delle grandi interpretazioni di Roberto Bolle con immagini esclusive dal palcoscenico e dal “dietro le quinte” degli spettacoli. Il lungometraggio sarà distribuito nei cinema italiani dal 21 al 23 novembre da NexoDigital.

GIPO FARASSINOTorino 12 settembre 2009
GIPO FARASSINOTorino 12 settembre 2009

 

In anteprima al Torino Film Festival – con proiezione ufficiale lunedì 21 novembre al Cinema Massimo e repliche fino a mercoledì 23 – verrà presentato, inoltre, Gipo, lo zingaro di Barriera, un documentario di Alessandro Castelletto, prodotto insieme con Valentina Farassino.

Gipo: iconoclasta e anarcoide, poliedrico e contraddittorio, spigoloso per natura. Diretto e privo di giri di parole, non aveva problemi a mandarti a quel paese quando le cose che dicevi non gli tornavano. Piemontese nell’anima e come tutti i piemontesi doc diffidente all’inverosimile. Ma anche uomo sincero, colmo di umanità, fedele ai propri principi, quelli “di una volta”. Soprattutto alle proprie radici: in questa parola c’è tutta l’anima di Gipo. Il suo percorso artistico è infatti quasi completamente incentrato nella Barriera di Milano, dove nacque nel 1934. Un limite apparente che si è invece rivelato la chiave di volta che lo ha portato a una dimensione “universale”. Cantare gli “ultimi”. Poetico nel toccare segni e archetipi che sono patrimonio di tutti. La sua figura artistica è stata plurima. Da cantastorie ad attore e autore teatrale ad attore per il cinema e la televisione.

Gipo, lo zingaro di Barriera non è solo il tentativo di riscoprire la figura di Gipo Farassino, artista sottovalutato e spesso etichettato con facili stereotipi (il cantastorie dialettale, il co-fondatore del partito della Lega Nord), ma anche un viaggio al centro della natura più profonda di un uomo.

Il film intende raccontare la storia di un uomo ma soprattutto il mondo della “Barriera” che sta dietro il suo percorso artistico e umano. Fuori dalla retorica e senza la volontà di costruire un “mito”. Un documentario autentico, come il suo protagonista, per riscoprirlo, rendergli omaggio, dargli il posto che si merita nel panorama artistico locale e nazionale.

La trama è costruita intorno a una figura che funge da motore narrativo: Luca Morino, noto musicista e leader del gruppo musicale dei Mau Mau, entrerà in “Barriera” e andrà alla ricerca dei luoghi di Gipo e del suo mondo.
 Nelle prime scene Luca trova uno scatolone davanti alla porta del suo negozio di articoli musicali. Dentro lo scatolone c’è del materiale su Gipo: vinili, foto, libri e articoli di giornale. Ma non solo, anche oggetti intimi e personali. Intuisce che lo scatolone non è finito lì per caso, qualcuno glielo ha recapitato e lo sta invitando a compiere un viaggio alla “ricerca” dello chansonnier.

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