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Torino: 50 volte stupenda!

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Torino: 50 volte stupenda!
Torino: 50 volte stupenda!

Torino è la perla del nord Italia. Ad un passo dalle montagne, e due dal mare, la città sabauda vanta innumerevoli pregi architettonici, primati su scala mondiale, un passato affascinante ed un alone di magia perpetuo. Torino è la città francese d’Italia, la città delle start-up e dell’innovazione medica. Ex capitale d’Italia, Torino può contare su un patrimonio storico d’eccellenza, di cui il Museo Egizio è quello più rinomato e ricercato.

Di seguito un elenco delle cose che rendono Torino unica nel suo genere, unica al mondo: almeno secondo l’articolo pubblicato dal Sole24ore.

Mao, il museo d’arte orientale, con giardino zen all’interno, che accoglie periodicamente mostre d’arte temporanea di diverso genere.

2 Il giro in mongolfiera sopra al Balon, storico mercato delle pulci in Borgo Dora. Due particolarità torinesi in un colpo solo, da un lato il caratteristico mercato che in un certo senso si è abituati a vedere nei film, e dall’altro una mongolfiera che sollevandosi da terra mostra la catena alpina e tutta Torino in una vista mozzafiato.

3 Il panorama per una cena all’ultimo piano del grattacielo Intesa San Paolo: si vedono le colline, da Superga a Moncalieri, e l’arco alpino, dal Monviso al Monte Rosa. Torino non si fa mancare nulla, nemmeno un ristorante ad alta quota, il più alto d’Italia oltretutto!

4 La sindone con il suo centro internazionale di sindologia.

5 Le Olimpiadi (invernali), nel 2006, le hanno fatte davvero. E sono state meravigliose.

6 Cavour, Gioberti, D’Azeglio, Balbo, Gobetti, Alfieri, Gozzano, Pavese, Primo Levi, Soldati, Saragat, Bobbio, Montalcini, Fruttero.

7 È la città più francese d’Italia. E te ne accorgi dai palazzi, dallo stile e dall’aria nostalgica che pervade la città nella rotazione delle stagioni.

8 Il Torino Film Festival, dal 18 al 26 novembre, quest’anno omaggia il punk.

9 Il primo stadio italiano costruito da una società è lo Juventus Stadium.

10 Il museo Francesco Garnier Valletti ha una collezione di 1.021 «frutti artificiali plastici».

11 Cit Turin e le sue case liberty coi bovindi.

12 La Ford Torino, lanciata nel 1968 (la Gran Torino del film di Eastwood è un remake del 1972), voleva essere nel nome un omaggio alla Detroit d’Italia, sede di quella Fiat che cinquant’anni dopo si è comprata un pezzo della Detroit originale: Chrysler.

13 La casa museo di Carlo Mollino.

14 La Corona delle delizie, il giro delle residenze sabaude che comprende Stupinigi e Venaria, si può fare in bicicletta: Corona in bici è l’app lanciata dalla Regione.

15 Bolaffi, tempio di filatelia e numismatica, apre il dipartimento di Arti del Novecento. L’8 novembre la prima asta.

16 La sinagoga e il tempio valdese sorgono a 200 metri di distanza, a San Salvario.

17 La prima capitale d’Italia (1861-1865) ha anche il primato degli scudetti: 41 tra Juve e Toro.

18 Nel 1933 nasce il primo Hot Jazz Club d’Italia e nel 1935 arriva pure in anteprima Louis Armstrong, con due concerti.

19 I Giardini Reali hanno riaperto a marzo.

20 Il Centro italiano per la fotografia propone Around Ai Weiwei Photographs 1983 – 2016, dal 28 ottobre

21 Il Museo egizio di Torino è il più antico al mondo, fondato nel 1824, e secondo per collezione solo a quello del Cairo.

22 Il falò delle vanità di Tom Wolfe è per New York quello che La donna della domenica e A che punto è la notte di Fruttero e Lucentini sono per Torino.

23 Il primo negozio di Eataly è stato aperto al Lingotto nel 2007.

24 L’Innovation Mile, appena lanciato, è un miglio lineare dal Politecnico alla stazione Dora che raccoglie università, centri di ricerca, incubatori, aziende, startup.

25 Il Museo del Cinema non solo è all’interno della Mole Antonelliana, ma possiede oltre ottomila vetri per lanterna magica.

26 Il Palavela, dall’Expo 1961 alle gare olimpiche di short track e oltre.

27 I Righeira, ma anche i Subsonica.

28 Quando viveva a Torino, Zidane aveva il suo nome sull’elenco del telefono e giocava a calcio a cinque in un campetto popolare. Tutto merito della riservatezza sabauda.

29 Aurora, azienda di penne stilografiche, ha aperto di recente l’Officina della scrittura, un museo dedicato all’arte del segno.

30 L’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica dà l’ora esatta a tutta Italia.

31 Sotto i portici di piazza Castello si sente la musica del Teatro Regio.

32 La Casa del teatro dei ragazzi e giovani.

33 La chiesa della Gran Madre di Dio, a pianta circolare, è stata spesso associata alla presenza del Graal in città.

34 La migliore cucina d’Italia.

35 Le case progettate da Guarino Guarini e Filippo Juvarra.

36 Il pellegrinaggio per il grande Torino a Superga.

37 La Fondazione Merz ospita dal 2 novembre una mostra dell’artista egiziano Wael Shawky.

38 Nel 2017 ospiterà il G7 industria.

39 Alla Torteria Convitto si impara che l’uso del burro non è un crimine contro l’umanità.

40 Lavazza, Robe di Kappa, Invicta, Superga, Einaudi, Pastiglie Leone, Persol, Martini & Rossi, Carpano, Grom, Fiat sono tutte nate da queste parti.

41 Il museo Ettore Fico, con Eugenio Tibaldi, Seconda chance dal 18 ottobre.

42 Per andare a sciare bastano tre quarti d’ora.

43 In pausa pranzo, anche col freddo, si va a remare sul Po. L’anno scorso l’ultimo circolo sul fiume che lo vietava ha aperto l’ingresso alle donne.

44 I quadretti votivi del Santuario della Consolata.

45 La Scuola Holden, aperta da Baricco nel 1994.

46 L’understatement: un torinese vive sempre in un «alloggetto», anche se sono 250 metri quadrati in centro.

47 Il palchetto è il parquet. Essere nelle curve significa essere in difficoltà e quindi in ritardo. Solo più (deriva dalla forma dialettale mac pì, che in gergo militare indicava gli ultimi cento giorni di leva: mac pì cent) vuol dire «ne mancano».

48 La Stampa, l’unico giornale veramente “glocal” con cronaca cittadina e analisi geopolitiche.

49 Artissima a novembre, certo; ma anche, negli stessi giorni, The Others e Paratissima. E a settembre la notte degli archivi Archivissima.

50 Con i treni ad alta velocità, in 45 minuti si arriva a Milano.

@Damiano Grilli

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