Calendario Torino 2017: 4 chiacchiere con il fotografo Valerio Minato

Calendario Torino 2017: 4 chiacchiere con il fotografo Valerio Minato

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Calendario Torino 2017: Mole24 intervista il fotografo Valerio Minato
Calendario Torino 2017: Mole24 intervista il fotografo Valerio Minato

In quanto affezionati ai lavori del fotografo di adozione torinese Valerio Minato, noi di Mole24 abbiamo voluto intervistarlo per conoscere meglio il calendario che ogni autunno propone rinnovato. Quest’anno è già stata avviata la pubblicazione del Calendario Torino 2017 che si può trovare sul suo sito (QUI) o sulla sua pagina Facebook.

 

 

Calendario Torino 2017: 4 chiacchiere con il fotografo Valerio Minato

Com’è nata l’idea di fare un calendario? Da quanto pubblichi i tuoi lavori in questo modo?

Questa è la quarta edizione del calendario. È nato tutto nell’autunno del 2013 quando, appena laureato in scienze forestali e ambientali, e con la macchina fotografica tra le mani da un annetto circa, la mia ragazza, visto che vedeva che a mia zia piacevano i miei lavori, mi ha proposto di fare un calendario. Così ho messo l’idea sulla mia pagina Facebook chiedendo a chi mi seguiva se l’idea poteva interessare…e ti dico che a fine stagione, partendo dal nulla, ne ho vendute più di trecento copie.

È stato difficile scegliere le foto che pubblichi ogni anno nel tuo calendario tra tutti gli scatti fatti?

La scelta delle fotografie è una compartecipazione mia e di chi segue i miei lavori su Facebook. Ogni anno pubblico un album verso settembre con le fotografie degli ultimi dodici mesi; ci lavoro da settembre a settembre. Così come ho fatto il primo anno per la scelta del primo calendario, ho continuato a fare: le sei foto con più like nella pagina sono quelle che vanno a finire nel calendario, le altre sei e la copertina le scelgo io. Più che altro la difficoltà sta nello scegliere, dopo che le persone hanno votato alcune foto, quelle rimaste e fare degli abbinamenti in base al periodo dell’anno da occupare.

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Ci sono molti paesaggi nel tuo calendario. La scelta di puntare sui panorami è commerciale, o a tuo piacere, visto gli studi che hai fatto, o ancora dei tuoi affezionati?

Le foto più votate sono state tre di paesaggi e le altre un Toret e quella dei due tram, quindi scelte abbastanza variegate. Personalmente sono per i paesaggi, del tipo che vado in pellegrinaggio in collina e fotografo quello che vedo: skyline di Torino, il Po o quant’altro. Quindi diciamo che è stato un ibrido e un compromesso tra le foto fatte.

Confrontando quest’anno con quelli passati, come sono cambiate le vendite?

Se tieni in considerazione il fatto che parliamo di quattro anni di lavoro, le vendite sono andate molto bene e continuano a migliorare. Quattro anni fa avevo mille like sulla pagina Facebook circa, oggi ventimila, e tutto si amplifica di conseguenza. Quindi si, le vendite stanno andando crescendo messe a confronto col primo periodo dell’anno scorso. E poi tra passaparola e affezionati comunque diventa come una sorta di tradizione.

Torino non cambia, la paura di essere ripetitivo riguardo i soggetti c’è? E si sente la competizione con gli altri fotografi che pubblicano come te su Facebook?

Non mi è mai capitato di rimanere bloccato sulla scelta delle foto, mentre per quanto riguarda il puro fotografare quello si, capita che ti ritrovi tra le mani una foto già fatta, ma è normale. Ora sono al quarto anno, se voglio continuare… si il timore di non riuscire a trovare qualcosa di diverso c’è. Ma comunque in questo sta lo “sbattersi” per cercare nuovi spunti e idee.

La competitività si vede. Tanta gente lo faceva prima di me e tanta ha iniziato a farlo dopo di me e la qualità delle fotografie pubblicate nei vari gruppi su Facebook è di conseguenza aumentata e la concorrenza si sente chiaramente. Ad esempio qualcuno ha provato a fare il calendario l’anno scorso ma non so bene come sia andata per loro; ma meno male comunque che c’è un po’ di competizione, ci fa sentire vivi no..?

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14370094_1151278794911167_4658444492963636735_nIl fatto di fotografare sempre Torino e dintorni, può frenare la tua creatività o farti sentire in gabbia artisticamente parlando?

Io vivo qua, e lavoro qua. E da un anno faccio solo il fotografo. E non è immediato dire “vado a farmi il viaggio fotografico in India”, c’è chi può permetterselo, io ad esempio ora non posso. A me Torino offre spunti fotografici interessanti e si, alle volte sento la voglia di variare paesaggi, ma solo per piacere personale. Diciamo che Torino ha quel che mi serve sotto innumerevoli aspetti.

Il tuo fotografo di riferimento?

Beh, amo moltissimo di McCurry i colori. Lui ha un approccio fotografico di ricerca della luce che è pauroso. E poi ha un livello di post produzione notevole, ed è uno che fa delle foto a livello cromatico molto cariche. Un altro che mi piace molto è Ansel Adams, anche se di scuola diversa dalla mia, mi piacce la su ricerca di luci.

Ultima domanda, che obiettivi hai per il prossimo anno e per il prossimo calendario?

Per il prossimo anno ho in previsione una mostra di Venezia a Venezia che però mi richiederà ancora qualche giro in città per prendere altro materiale; alcuni sopralluoghi li ho fatti ma non sono stati sufficienti. Per il resto intendo migliorarmi professionalmente e creare altre cose belle, tra cui il prossimo calendario del 2018 di Torino.

 

 @Damiano Grilli

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