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Il ponte del 1° novembre riempie Torino: Alberghi e musei presi d’assalto dai turisti

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Torino Centro città: in arrivo i low cost, addio ai grandi marchi
Torino Centro città: in arrivo i low cost, addio ai grandi marchi

Il Ponte di Ognissanti ha riempito Torino di turisti.

È quanto emerge dagli ultimi dati forniti tra accessi ai musei e alle palazzine e tra prenotazioni tra hotel e ristoranti.
Gli albergatori, di qualsiasi zona della città, sono euforici: con una media di occupazione delle stanze di circa l’85% (in alcuni casi anche del 90%), per alcuni visitatori è diventata un’impresa trovare un posto letto libero non solo in centro, ma anche nelle zone periferiche. Il pienone si è registrato anche in hotel situati in Barriera di Milano: un dato che fa intendere come l’ondata di turisti sia imponente.
Tutto ciò è sostanzialmente dovuto alle mostre e agli eventi proposti per il Ponte di Ognissanti dalla città e dai suoi musei: basti pensare che, fatta eccezione per il Borgo Medievale (che ha realizzato oltre 7mila visite), il MAO, la GAM, Palazzo Madama, il Museo dell’Automobile e il Museo del Risorgimento hanno tutti registrato tra i 1500 e i 3mila accessi.
Un successone anche la visita guidata al Museo Egizio sulla storia di Halloween, che ha portato quasi 19mila partecipanti, mentre il Museo del Cinema ha accolto 10mila e 500 persone. In provincia, la Reggia di Venaria si è distinta per gli oltre 17mila ingressi.

Un risultato storico: Torino è stata presa d’assalto praticamente da ogni dove, con turisti italiani e stranieri affamati della cultura e del patrimonio artistico della città della Mole.

Il 40% di coloro che sono venuti a passare qui le festività proviene dai Paesi dell’Europa centrale e del nord (Francia, Germania, Svezia, Olanda), ma anche il resto d’Italia non scherza, con il 60% di arrivi.
I numeri citati sono il frutto del grande potenziale del capoluogo piemontese nel settore turistico, che, con il suo costante sviluppo, sta valorizzando Torino dal punto di vista estetico, ma anche economico, poiché il giro d’affari legato a queste attività porta alla creazione di innumerevoli posti di lavoro. Un altro punto da cui la città deve ripartire per difendersi dalla crisi.
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