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I castelli pinerolesi tornano all’antico splendore e puntano all’UNESCO

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I castelli pinerolesi tornano all'antico splendore e puntano all'UNESCO
I castelli pinerolesi tornano all'antico splendore e puntano all'UNESCO

 I castelli del Pinerolese stanno per intraprendere un percorso di riqualificazione.

Grazie a un progetto studiato dal designer Mario Fina, le bellezze architettoniche della zona potrebbero tornare all’antico splendore. Le Terre d’Acaja, punto centrale del Principato di Piemonte tra il 1284 e il 1419 (con Pinerolo capitale), contano numerosi castelli, tanto da poter accostare la zona alle Langhe a al Roero per importanza e bellezza.

Non solo: anche la Valle della Loira conta meno edifici storici del Pinerolese.

Tutti questi dati fanno pensare alla possibilità di rimettere a nuovo una località, al fine di utilizzarla in seguito come attrazione turistica.

Il Forte di Fenestrelle (la costruzione difensiva più imponente al mondo dopo la Grande Muraglia cinese) o i castelli prima citati possono rappresentare un valore aggiunto per il turismo torinese, con i visitatori che non sarebbero attratti solo dalla città e dai monumenti più famosi della provincia (vedi il Castello di Rivoli, la Reggia di Venaria Reale e la Palazzina di Caccia di Stupinigi), ma anche da ambienti finora inesplorati e poco tenuti in considerazione come mete di gite e visite guidate.

L’occasione di rimettere a nuovo i sentieri che conducono alle costruzioni e agli spazi un tempo utilizzati dai reali è ghiotta, e permetterebbe di candidare i castelli del Pinerolese come potenziale patrimonio culturale dell’UNESCO. Sarebbe l’ennesima medaglia per Torino e per la provincia, sempre più caratterizzate dalla storia, dall’arte e dalla cultura, e sempre più scelte dai turisti (italiani e stranieri) per non osservare sempre le solite destinazioni.

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