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Hallowine: fra street food e vino

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hallowine fra street food e vino

Anche quest’anno assisteremo alla seconda edizione di HALLOWINE, che avrà inizio il 28 ottobre e si concluderà il 31 ottobre negli spazi del quartiere di Mirafiori in corso Settembrini 178, organizzato da ToBusiness in collaborazione con BUONGIORNO ITALIA.

La manifestazione, che richiama la modalità dello streetfood, è improntata su far conoscere i vini del nostro paese – ci sarà almeno uno espositore per regione – e saranno presentate oltre 60 etichette di vini rossi e bianchi, quali:il Muller Thurgau della cantina valdostana Onze Communes, il Chardonnay Vite Colte piemontese, la bonarda lombarda di Montagna Sopra Le Righe, l’Aglianico Vigne Irpine dalla Campania, il Plumbago della cantina siciliana Planeta e moltissime altre.

Ovviamente, come ogni manifestazione da strada che si rispetti, il tutto sarà accompagnato da 40 trackfood:  la pita della cucina greca, la paella di origine spagnola, gli arancini alle stigghiole, il caciocavallo impiccato, la pasta fresca, cucinata in tanti modi diversi a seconda della tradizione regionale, fino alla grande varietà di dolci, tra cui spiccano quelli siciliani.

Ce n’é davvero per tutti i gusti, palati e olfatti.Verrà adibito uno spazio per l’intrattenimento per i grandi e per i piccoli, in cui tutti possono divertirsi in totale sinergia.

Organizzare in questo modo la manifestazione di Hallowine e dello streetfood, é la volontà di caratterizzare questi eventi sotto un prototipo format, che permetta di distinguersi dagli altri che cercano di imitarlo.

Presi da sì tanta curiosità del successo che questi eventi riscuotono, noi di Mole24 siamo andati a conoscere la mente che c’è dietro a tutto: MAURIZIO CIMMINO. Maurizio, torinese, è un giovane imprenditore quarantenne che viene dal mondo della radio. “L’idea dello streetfood – dice – é venuta da diversi viaggi all’ estero, come Londra, o Monaco. Queste città hanno a disposizione uno spazio permanente in cui svolgono lo streetfood, e sono luoghi di raccolta e di incontro tra le persone, che creano armonia. Si pensi a Camden Town a Londra o al Viktualienmarkt di Monaco di Baviera. E tornato a Torino, mi sono detto perché non riproporre una similarità anche nella mia città? E così ho iniziato a mettere in moto la macchina dell’organizzazione.Ho avuto la fortuna che provenendo dal mondo della radio e delle relazioni pubbliche sono riuscito a creare una squadra di collaboratori in poco tempo: così siamo partiti e tre anni fa c’è stato il primo streetfood al PalaVela, e poi a seguire al Parco Dora.”

 

Come mai ha scelto due quartieri periferici, non c’era il rischio che nessuno sarebbe venuto?

Il rischio c’è sempre quando organizzi un evento, che possa essere un flop. Io volevo che avessero vita nelle zone periferiche. Ogni evento viene sempre rappresentato, per lo più, in centro e in questo modo l’affluenza è sempre stretta in una sola parte della città.

Si parla tanto della riqualificazione delle periferie, io non sono parte dell’amministrazione quindi non ho strumenti decisivi per farlo, ma cerco di farlo con quelli che ho: organizzare eventi.

Sia al PalaVela e sia al Parco Dora c’è stato un passaggio di persone davvero incalcolabile, molte si sono spostate per raggiungere la manifestazione e hanno avuto modo di vivere anche un altro quartiere, in cui forse non avrebbero mai messo piede. Ogni rappresentazione dello streetfood e ora di Hallowine, si è svolta in piena sicurezza, non si sono verificati episodi di disagio, o che e questo è molto importante.

hallowine tra streetfood e vino

Qual è il format che hai utilizzato?

Ho cercato di unire la mia idea – in questo caso dello streetfood, con l’obiettivo che volevo raggiungere, di creare un festival, edizioni in cui le persone avevano la possibilità di scoprire i sapori del nostro paese e quelli internazionali – con il mondo da cui provenivo: la radio.

E ho reso un festival anche di musica – ricordo che l’anno scorso abbiamo avuto dj di fama internazionale –  di allegria dove c’è spazio anche per i piccoli.

Al momento ho realizzato tre direttive: International Street food Parade, Hallowine, Worldbeer.

 

L’obiettivo?

Riuscire a portare queste manifestazione in giro per l’Italia, al momento ci ripeteremo a Napoli.

Credo che sia un’ aggiunta di valore poter coinvolgere i produttori locali e farli incontrare. Sotto un certo punto di vista è un incentivo per l’economia, anche perché ad ogni rappresentazione ci sono più di 1000 persone che lavorano, ed è un bene visti i tempi.

Quindi il mio obiettivo è di creare “mercati” itineranti: in cui la domanda e l’offerta dell’enogastronomia si incontrano.

 

Adriana Miele

 

 

 

 

 

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