La leggenda della dama velata, il fantasma più affascinante di Torino

La leggenda della dama velata, il fantasma più affascinante di Torino

26
SHARE
la dama velata

Città del mistero per eccellenza, Torino ha una risalente tradizione che la vuole vertice di triangoli magici sia positivi – con Praga e Lione – che più oscuri – insieme a Londra e San Francisco –  sempre carica di magnetismo in ogni suo angolo, palazzo e scorcio.

Tralasciamo ora la questione esoterica, per addentrarci nel lato gotico del capoluogo piemontese, ovvero quello legato alle storie di fantasmi. Dalla notte dei tempi, i racconti di spettri hanno un’ enorme presa sull’immaginario umano; tutti hanno almeno un aneddoto da raccontare in merito, legato al famigerato “amico dell’amico che ha visto cose che voi umani…” o a tradizioni popolari. E a Torino, le segnalazioni spiritiche si sprecano. Fra fantasmi illustri, come quello di Madama Reale Cristina di Francia, che si aggirerebbe nel palazzo che prende il suo nome, o di Vittorio Amedeo II, il primo Savoia a fregiarsi del titolo di re di Sardegna, presenza fissa nei corridoi della Reggia di Venaria, ce n’è uno meno conosciuto, ma altrettanto nobile.

Lo spirito in questione appartiene ad una donna così bella che riesce ancora a far capitolare gli uomini nonostante la … mancanza di vitalità! Barbara Beloselkij era il suo nome, ed era nientemeno che una principessa russa. Nacque infatti a Mosca nel 1764, da una potente famiglia della città zarista. Cosa ci faceva una nobile russa in quel di Torino, vi starete domandando? La ragione che spinse Barbara qui era un affare di cuore. La giovane, già madre di tre figli, giunse nella capitale sabauda nel 1792 al seguito del marito Aleksandr, ambasciatore della zarina Caterina di Russia presso la corte dei Savoia. Ma Torino potè ammirare per breve tempo la bellezza di Barbara: morì dopo pochi mesi a soli 28 anni, a causa di complicazioni legate ad una gravidanza, e fu sepolta nel cimitero di San Lazzaro (in zona via Mazzini, ormai scomparso) prima, e poi in quello di San Pietro in Vincoli, ancora esistente ma sconsacrato.

Correlato:  Riqualificazione quartieri di Torino: parte l'iniziativa #Insiemeperilnostroquartiere

Il consorte, innamorato ed inconsolabile, fece fabbricare per l’adorata moglie una statua da porre sulla sua tomba, commissionandola allo scultore Innocenzo Spinazzi. La statua è nota come “la dama velata, ed è attualmente esposta alla GAM: riproduce le fattezze di una donna coperta da un velo impalpabile, che lascia intravedere i lineamenti con un’aura di inquietante mistero. E proprio da questa statua sono scaturite numerose leggende. Si dice infatti che una donna con il viso velato si aggiri nella zona del cimitero di San Pietro e del Lungo Po, con le sembianze della sventurata principessa. Sembianze talmente belle che alcuni uomini sono quasi impazziti d’amore per il fantasma. Le cronache dell’epoca narrano di un tenente di artiglieria, Enrico Biandrà, innamorato perdutamente del sensuale ectoplasma, che gli appariva regolarmente nel suo alloggio.

Chissà se anche voi, come il tenente, avete incrociato gli occhi di un’affascinante dama velata in una notte di luna piena che si specchia nel Po. Fantasia o realtà? Nel dubbio, Torino continua a farci sognare (e rabbrividire).

 

Federica De Benedictis

LEAVE A REPLY