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Torino e Milano: una lotta infinita

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Torino e Milano: una lotta infinita
Torino e Milano: una lotta infinita

Correva l’anno 2011 e noi di Mole24 vi avevamo già messo in guardia in merito alla tendenza milanese di assorbire molte delle attività nate all’ombra della Mole. Quella di farsi sfuggire dalle mani diverse manifestazioni e occasioni di crescita e di prestigio, è una problematica tipica di Torino: una città attiva e sempre in fermento, ma forse non così scaltra nel prendersi i meriti di ciò che è stato fatto. La diatriba tra Torino e Milano, comunque, non si è placata. Anzi.

A settembre di quest’anno è stata decisa la sorte del Salone del Libro di Torino. Il Salone, che si è sempre svolto all’interno del Lingotto e ha attirato migliaia di visitatori ogni anno, passerà da Torino a Milano cambiando faccia e spirito. Un colpo basso che ha scatenato polemiche nel mondo dell’editoria e non solo. Infatti, anche le cittadinanze dei due poli del Nord si sono risentite.

Abbiamo assistito al ritorno di un sentimento campanilistico tra le due città, che vede Torino e i torinesi contrapposti a Milano e ai suoi cittadini. Un sentimento alimentato anche dagli scambi di battute tra le due amministrazioni che non ha contribuito ad abbassare i toni, anzi. Torino e Milano sono abituate ad avere un ruolo da protagoniste sulla scena italiana. Dividere oneri e onori sembra quasi impossibile quando si parla di due città prestigiose come queste. Eppure, si sta cercando una soluzione che possa mettere d’accordo tutti, ma solo il tempo saprà dirci se si tratterà di una soluzione o soltanto di un “contentino” per la capitale sabauda.

La città della Mole ha visto, negli anni, svanire diverse manifestazioni e opportunità in favore del capoluogo lombardo. All’inizio del XX secolo, Torino era la capitale della moda in Italia. Il riconoscimento era arrivato nel 1911, ma dal secondo dopoguerra in avanti la situazione è cambiata radicalmente. Oggi è Milano a detenere lo scettro della moda italiana, e a Torino sono rimaste le briciole (e forse nemmeno quelle).

Il 27 agosto 1924 a Torino è stata fondata la URI (Unione Radiofonica Italiana), ovvero quella che poi sarebbe diventata la Rai. Come sappiamo, in quel frangente alla lotta tra Torino e Milano si è aggiunta anche Roma, la capitale. Torino non è uscita vincitrice, e oggi ciò che rimane è l’auditorium Rai (il più antico d’Italia) e poco altro.

Gli esempi, grandi e piccoli, si sprecano. Torino ha perso, negli anni, aziende e manifestazioni, occasioni e opportunità per la cittadinanza. Il problema, dicono in molti, sta nello spirito dei torinesi. Solerti e silenziosi, non sono riusciti a tenere per sé il frutto del proprio lavoro. Forse hanno qualcosa da imparare dai milanesi, forse invece dovrebbero soltanto valorizzare ciò che di buono la città ha da offrire loro.

Sta di fatto che la bagarre tra Torino e Milano continua, imperterrita, a suon di fiere rubate e sfottò. E forse è questo lo stimolo da cui Torino – e i torinesi – dovrebbero ripartire.

 

Remo Gilli

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