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Torino: con i tram d’epoca il passato corre su rotaia

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Torino: con i tram d'epoca il passato corre su rotaia
Torino: con i tram d'epoca il passato corre su rotaia

Come un ricordo dal passato, quando i tram storici viaggiano per Torino il tempo sembra fermarsi. Imbellettati e coreografici come solo una volta si usava, i tram restaurati dalla ATTS tornano nuovi di zecca fra le nostre strade; mettendo anche un po’ di invidia ai loro nipoti più giovani e tecnologici.

L’obiettivo dell’Associazione Torinese Tram Storici, nata nel 2005 e situata vicino Sassi, è quello di restaurare il maggior numero di tram storici possibile. Ad oggi gli esemplari custoditi sono ventisei di cui diciotto già restaurati. A dare diverse spiegazioni in merito al processo di adeguamento e messa a norma è Massimo Condolo, anche lui della Atts: “Facciamo tutto noi, aiutati dai meccanici Gtt. È necessario adeguare i tram alle norme di sicurezza di oggi, altrimenti non possono viaggiare”. Esempio lampante è il 502 rosso fuoco che gira per Torino. Anno 1924 e tanto legno a bordo. La chicca? non ci sono porte nè guarnizioni, solo cancelletti in ferro. “Per fortuna siamo riusciti a bloccarne l’apertura con un sistema elettrico poco visibile”, ha rivelato Condolo.

Ma il 502 è solo uno dei diversi protagonisti dalle ruote di ferro che stanno rivoluzionando il panorama torinese. Assieme ci sono il Napoli, del ’34 abbandonato nell’80 a seguito del terremoto, e il 2593 tutto sabaudo datato ’33. Quest’ultimo uscito da Atm diventerà in futuro il “tram della cultura” grazie al progetto Urszula Grodzicka e all’IED. Da fatiscente baraccone a teatro di eventi con tanto di tavoli e divanetti; una bella svolta.

Quando si prova ad accennare ai famosi tram di Market Street a San Francisco però ecco l’alzata di mani, quasi una resa momentanea. “Non paragonateci agli americani. Loro sono attivi da 40 anni, ma anche noi abbiamo un parco macchine che non scherza” dice Condolo amichevolmente. Per rendere idea però di come l’Atts venga presa in considerazione bisogna osservare il caso del 2401. Un rimorchio più motrice direttamente da Monaco di Baviera lasciato in eredità da un collezionista privato tedesco. “…con noi sapeva sarebbe tornato in servizio” afferma orgoglioso Condolo. Sicuramente nulla di semplice, un periodo di stop, una ristrutturazione adeguata nel capannone Gtt di corso Tortona e in seguito nuovamente sui binari, come nel 1957.

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Insomma, a Torino la storia non passa mai di moda.

@Damiano Grilli

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