Home Articoli HP Porta Nuova sempre più “nuova”: lo stato dei lavori

Porta Nuova sempre più “nuova”: lo stato dei lavori

16
SHARE
porta nuova mole24

Guardandola adesso sembra immediatamente di tornare indietro di un paio di secoli, a quel 1861 mai vissuto ma che ogni cittadino, passeggiando per il centro storico di Torino, non può non percepire nell’aria: data storica di unificazione dell’Italia, è anche l’anno in cui l’ingegner Alessandro Mazzucchetti stilò il progetto della stazione principale della città, Porta Nuova, donandole particolari colori che adesso sono finalmente tornati alla luce, dopo un interminabile periodo di restauro iniziato con l’apertura dei cantieri nel lontano 2007.

Tolti gli ultimi ponteggi in agosto, è giunto il momento di ammirare la stazione nel suo splendore ritrovato, come un nuovo gioiello architettonico che dona quel quid di eleganza in più al nostro salotto sabaudo. La facciata che dà su piazza Carlo Felice – ideata in origine da Mazzucchetti in collaborazione con l’architetto Carlo Ceppi, tra il 1863 e il 1866 – di notte viene illuminata da luci colorate: azzurro è il quadrante dell’orologio al centro, mentre il perimetro superiore del grande rosone è delicatamente ravvivato da tinte rosse che richiamano la tonalità predominante dell’ingresso principale; bianca la luce che accende i portici, blu e violetti gli elementi decorativi intorno al rosone e negli angoli superiori dell’edificio. Un trionfo di sfumature magicamente combinate che rendono Porta Nuova viva e magnetica anche quando tutto il resto della città si è addormentato ed è lei a dover custodire il sonno degli abitanti.

Ecco un breve sunto di quanto successo negli ultimi mesi: dopo l’avvio dei lavori nel 2013 ad opera di Grandi Stazioni, sono appena terminate le operazioni di restauro delle coperture e delle facciate, ed è ancora in corso la costruzione del parcheggio interrato di quattro piani sul lato di via Sacchi, provvisto di 250 posti auto, per una spesa totale di 20 milioni.

Correlato:  Vicino a Torino, il secondo più grande labirinto d'Italia

La ristrutturazione di Porta Nuova si è basata su indagini diagnostiche e sull’applicazione delle stesse metodologie impiegate durante il primo restauro del 1901, che hanno portato alla reintroduzione delle lose originarie, dette “bargioline” (quadrati di pietra di 1 m di lato e 2 cm di spessore, non più usati nell’edilizia contemporanea): un restyling che ha guardato all’antico, quindi, per ridare lustro e bellezza a una superficie complessiva di circa 30 mila metri quadri. Al momento si può definitivamente scrivere la parola fine al capitolo che ha visto il restauro della struttura interna, con l’intervento sui particolari architettonici riportati all’estetica originaria, mentre il termine assoluto dei lavori lo avremo con la sistemazione dei nuovi parcheggi e i ritocchi al marciapiedi di corso Vittorio Emanuele II.

Per ora, riempiamoci gli occhi di luci e colori che fanno da ponte tra l’Ottocento e i giorni nostri.

Manuela Marascio

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here