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Le gallerie Pietro Micca di Torino tra crolli, parcheggi e comitati

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Le gallerie Pietro Micca tra crolli, parcheggi e comitati
Le gallerie Pietro Micca tra crolli, parcheggi e comitati

È passato un anno e mezzo dai primi segnali di cedimento del manto stradale soprastante parte delle gallerie Pietro Micca accanto al palazzo della questura, e oggi la situazione non sembra essere migliorata.

Era il 26 febbraio 2015 e quello che sembrava un piccolo buco nel terreno si sarebbe poi rivelato essere una voragine. Seguirono ispezioni di controllo che stabilirono che un intervento andava fatto e in tempi brevi, per prevenire il peggioramento della situazione.

Le cause andavano cercate nelle continue infiltrazioni d’acqua, e le soluzioni pensate sarebbero dovute essere affrontate dal museo Pietro Micca in collaborazioni con altri enti, tra cui il Comune.

Il problema legato alle infiltrazioni era noto da tempo, ma la situazione ha continuato a peggiorare come vi abbiamo riportato qui.

Nel frattempo, un’altra questione è sorta in merito alle gallerie Pietro Micca: un progetto, nato sotto la giunta Chiamparino nel 2008, per costruire un parcheggio sotterraneo in corso Galileo Ferraris che avrebbe contenuto 398 posteggi interrati e 94 in superficie.

All’inizio dei lavori, nel 2014, vennero rinvenute parti delle gallerie risalenti al XVI secolo, che furono usate durante gli assedi franco-spagnoli contro l’allora capitale sabauda.

Proprio in quegli scontri ci fu il celebre sacrificio di Pietro Micca per la difesa della città, da cui l’altrettanto celebre frase: “Sei più lungo di una giornata senza pane” rivolta dall’eroe al proprio attendente, colpevole di essere troppo lento nell’accendere la miccia dell’esplosivo con il quale si sarebbe poi sacrificato.

Proprio come una “giornata senza pane” il progetto andò a rilento, trascinandosi fino ad oggi con permessi prima concessi e poi negati da parte della soprintendenza, anche grazie alla pressione esercitata dal Comitato Pietro Micca, nato appositamente per salvaguardare le gallerie Pietro Micca come bene di interesse storico e culturale.

La situazione è ancora incerta, e il comitato spera nella nuova giunta Appendino per dichiarare chiusa una volta per tutte la questione delle gallerie Pietro Micca.

Nel mentre, però, le infiltrazioni continuano. Sarebbe un peccato se dei reperti storici come questi, vecchi di cinquecento anni, venissero persi nel giro di un paio di giunte dopo aver resistito agli assedi di francesi e spagnoli.

 

Remo Gilli

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