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Palazzo Nuovo, dopo 4 anni di inattività riparte il cantiere del complesso Aldo Moro

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Università di Torino: gli studenti stranieri sono il doppio rispetto alle altre città d'Italia
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Dopo quattro lunghissimi anni di inattività, il complesso Aldo Moro sembra essere ora in buone mani per la ripresa dei lavori.

Il Tribunale di Torino ha disposto l’autorizzazione a favore della ditta Esseti per la riapertura del cantiere del complesso edilizio, del tutto intatto dalla data di interruzione dei lavori, nel 2012. In Via Sant’Ottavio, di fronte all’Università, sarà dunque possibile evitare di rivedere un’opera incompiuta che stava creando non pochi disagi all’area limitrofa, con il malcontento generale di residenti e commercianti, sempre più inorriditi dal degrado causato dalla struttura, che invitava creature poco gradevoli come i ratti.

Dunque, secondo quanto disposto dal Tribunale, da Ottobre si mobiliterà la ditta incaricata per realizzare un’imponente edificio che ospiterà 80 posti letto per gli studenti, aule e uffici per i dipendenti, i docenti e la direzione e servizi misti come un parcheggio interrato di tre piani, una palestra, un punto di ristorazione e un asilo nido.

Già nei giorni scorsi c’è stato un primo sopralluogo (con annessa pulizia dello spazio di costruzione), preludio alla ripresa dei lavori in periodo autunnale. Lavori che saranno affidati ai toscani della Esseti, che a Torino hanno già operato con successo mediante la costruzione del JMedical, uno dei fiori all’occhiello della Juventus e dello Juventus Stadium, situato nella zona del centro commerciale dell’Area 12.

I debiti della precedente ditta appaltatrice e le lungaggini burocratiche dovuto al fallimento di essa saranno accantonati dai creditori, che hanno acconsentito alla richiesta di far ripartire e di ultimare il complesso Aldo Moro, che rappresentava ormai un esempio di cattiva gestione delle risorse finanziarie e dei lavori.

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Il Vice Rettore Biolatti ha inoltre dichiarato che la Esseti, oltre a realizzare il progetto già approvato anni fa, avrà il compito di erigere delle aule aggiuntive, terminando i lavori nel giro di due o tre anni. Ci sarà da aspettare, dunque, per vedere realizzato uno dei punti di maggior importanza dell’Università degli studi di Torino: la notizia, seppur solo parzialmente buona, è che almeno i lavori ripartono, nella speranza che, in questi anni, non sorgano altre difficoltà.

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