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Palazzo del Lavoro: dopo un anno dall’incendio ancora tutto fermo

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Palazzo del lavoro: dopo un anno ancora tutto fermo [fonte: abbandonografando.blogspot.com]

Un anno fa la notizia dell’incendio del Palazzo del Lavoro era rimbalzata sui maggiori organi di stampa.

Sono passati dodici mesi assieme ad un fiume di parole, ma in sostanza ad oggi tutto è fermo. Ecco il perché, dopo un brevissimo riepilogo.

Nell’agosto dello scorso anno il Palazzo del Lavoro prese fuoco. Le condizioni della struttura, opera di Pierluigi Nervi, non fecero altro che subire la batosta finale. Si fecero vivi per la rinascita dell’edificio grandi firme come Harrod’s ed El Corte Ingles, per citarne alcuni. Il tutto rimase immobile fino all’ok della variate al piano regolatore. Quest’ultimo includeva anche il futuro sottopasso Maroncelli e l’area limitrofa al complesso del Nervi che toccava il vicino Palavela.

Il via libera giunge a gennaio di quest’anno ancora in piena giunta Fassino. Si parla di trasformare il Palazzo del Lavoro in un centro commerciale; come contorno si approvano l’installazione della ruota panoramica e la creazione delle piste ciclabili. Inizio dei lavori a febbraio 2017 e fine nel 2018, per una spesa di circa ventuno milioni di euro interamente coperti da fondi privati.

È filato a tutto liscio fino ad aprile, quando il Comitato ItaliaSessantuno è ricorso al Tar contro l’ennesimo centro commerciale. Un “no” secco quindi da parte della cittadinanza che vuole Torino a misura d’uomo più che a vantaggio del proprietario dell’immobile. Come anche dichiarato dal Comitato “Riteniamo che la proposta di recupero del Palazzo del Lavoro e delle aree immediatamente contigue, a fronte di vantaggi esclusivamente riconducibili all’attuale proprietario dell’immobile, riservi pesanti e diffuse ricadute negative sul territorio”.

In altre parole, un nuovo complesso commerciale nell’area Nizza-Millefonti creerebbe un’ulteriore emorragia di introiti da parte dei piccoli commercianti. La direzione degli incassi sarebbe quella verso l’ennesimo grande centro commerciale sforna-soldi. Il termine “ulteriore” non giunge a caso, bensì per ricordare come i ritardi infiniti in merito all’ultimazione della Linea 1, tappa Bengasi, abbiano messo a dura prova, se non addirittura fatto chiudere, le piccole attività.

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Insomma, vere novità in merito al futuro del Palazzo del Lavoro si avranno a decisione del Tar presa, prima solo congetture. Vi terremo aggiornati.

@Damiano Grilli

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