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A Torino nasce il Museo dell’Automobile: era il 19 luglio del 1933

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A Torino nasce il Museo dell’Automobile: era il 19 luglio del 1933
A Torino nasce il Museo dell’Automobile: era il 19 luglio del 1933

Un Museo dell’ automobile a Torino oggi, dopo che la città si è affermata come capitale italiana dell’ auto, pare scontato e sotto inteso ma nell’ estate di 83 anni fa, quando il boom economico era ancora un miraggio, un Museo a Torino dedicato all’ auto non era poi così prevedibile .

Come forse era può sembrare ovvio il Museo e la Fiat sono legati a doppio filo soprattutto nei primi anni della nascita, non solo perché Torino era il centro industriale italiano, ma anche perché i due fondatori del Museo, Roberto Biscaretti di Ruffia e  Cesare Goria Gatti,  facevano già parte del gruppo di imprenditori che nel 1899 fondarono la Fiat stessa; i due furono molto importanti per lo sviluppo del settore automobilistico italiano tanto che nel 1905 fondarono, sempre a Torino,  anche l’ odierna ACI.

Il motivo per cui si concepì un Museo dedicato all’ automobile  è molto diverso dalle aspirazioni con cui si concepiscono oggi; il Museo infatti nasceva per celebrare i veterani dell’ auto, ovvero coloro che possedevano la patente di guida da almeno 25 anni.

E così il 19 Luglio del 1933 il podestà di allora ottenne l’ approvazione diretta del governo di Roma, e Mussolini in persona impose il nome del neonato Museo che venne denominato Museo Nazionale dell’ Automobile.

Ottenuto il via libera dal sindaco si pose il problema di dove ubicare il Museo: i primi progetti furono per gli ex capannoni della “Fabbrica Aquila Italiana” in via Andorno, salvo poi sistemare il centinaio di reperti recuperati, una biblioteca e un archivio, sotto le gradinate del nuovo stadio Comunale che aveva da poco aperto i battenti: era il 1939.

La sistemazione non era però ottimale poiché le temperature dei locali erano molto alte e, oltre a limitare gli ingressi dei visitatori, l’ ambiente recava danni al materiale esposto.

Così, dopo aver passato indenne la seconda guerra mondiale, la famiglia Agnelli, i costruttori di auto torinesi, le banche cittadine e le compagnie petrolifere decisero di acquistare dal Comune il terreno in Corso Unità d’ Italia dove poter ospitare un nuovo e più moderno Museo.

Il Presidente della Repubblica nel 1957 firmò il decreto per sancire la rinascita della società che curava il Museo: presidente del consiglio di amministrazione fu nominato Roberto Biscaretti di Ruffia  che tenne la carica fino alla sua morte, datata 1959.

In seguito il Museo fu intitolato proprio al suo fondatore e ultimo presidente per l’impegno con il quale si è sempre adoperato per lo sviluppo del Museo stesso.

Il nuovo edificio fu pronto e inaugurato nel 1960 e con il passare degli anni fu arricchito di altri cimeli e documenti con i quali si fondò una nuova  biblioteca; soprattutto dopo il 1975 grazie al lascito della famiglia Canestrini.

A Torino nasce il Museo dell’Automobile: era il 19 luglio del 1933

Nel 2007 il Museo viene chiuso al pubblico per ristrutturazione e riaperto 4 anni dopo, alla presenza di Giorgio Napolitano, accorso per presenziare alle celebrazioni del 150 anniversario dell’ unità d’ Italia che hanno donato al Museo  nuovi spazi espositivi .

Oggi il percorso museale è così composto:

  • L’ automobile e il novecento: Questa sezione della mostra parla della storia dell’automobile.
  • L’ uomo e l’ automobile: Al primo piano della struttura viene trattato il rapporto fra uomo e l’automobile.
  • L’ automobile e il design: Nell’ultima sezione del percorso espositivo viene trattato il rapporto che c’è fra l’automobile e il disegno industriale.

Inoltre il piano inferiore ospita  un locale di 2000 metri quadri allestito  in base alle mostre temporanee con le auto non sempre disponibili al pubblico e che vengono mostrate a rotazione.

Il Museo fa parte del circuito abbonamento Torino musei, ospita alcuni modelli quasi unici al mondo come la Fod 18 HP e pietre miliari della storia dell’ automobilismo come la Ford T, o la Fiat 500 che, specialmente per noi italiani, è soprattutto un simbolo.

Nel 2013 il Times ha inserito il Museo nella speciale classifica dei migliori 50 musei al mondo e nel 2011 è stato onorato del titolo di miglior edificio di nuova costruzione.

 

Alessandro Rigitano

 

 

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