Home Cronaca di Torino 30° Salone del Libro a Torino.. e poi Milano?

30° Salone del Libro a Torino.. e poi Milano?

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salone del libro
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Non c’è la certezza, ma un’alta probabilità che il Salone del Libro di Torino venga spostato in qualche altra città italiana, beh quella si. Solo una cosa è sicura almeno il trentesimo anniversario della manifestazione torinese si farà sotto la Mole, poi si vedrà.

La situazione del Salone del Libro è complessa, richiederebbe l’analisi di un periodo abbastanza lungo, anni di amministrazione che hanno “trattato male” gli editori possono essere un buon punto di partenza. “Non c’è alcuna decisione. Gli editori staranno là dove ci saranno le migliori condizioni.”, queste le parole del presidente dell’Aie, Associazione Italiana Editori, Federico Motta, rivolte direttamente ai vertici di Torino e del Piemonte, rispettivamente la sindaco di Torino Chiara Appendino  e il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.

Il punto focale è la mala gestione che ha portato verso una strada senza possibilità di ritorno, la manifestazione deve essere ceduta in mano agli editori stessi; stiamo parlando di tutto il comparto della Fondazione del Salone per il Libro, la Musica e la Cultura che verrebbe gestito quindi da esterni ma sempre sotto l’ala pubblica torinese con la clausola di mantenere l’evento ancora a Torino per almeno tre anni.

Ad oggi, dopo l’incontro decisionale sulle sorti della manifestazione, in cui hanno presieduto la coppia Appendino-Chiamparino e i diversi soci dell’evento, si è giunti ad una posticipazione delle date con la sola certezza di fare sotto la Mole il trentennale del Salone del Libro. “Entro la fine di luglio si conosceranno il nome del nuovo presidente della Fondazione per il Libro e la location del Salone: stiamo procedendo con una nuova organizzazione e un nuovo progetto che rafforzino l’evento, entro settembre definiremo tutta la prossima edizione”, ha affermato la neo-sindaco che durante l’assemblea ha sottolineato inoltre come la nuova sede dovrà essere scelta anche in base ai bassi costi d’affitto; un elemento che rispecchia le disastrose condizioni in cui le casse della manifestazione riversano.

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Insomma, se da un lato l’attuale amministrazione sembra difendere con gli artigli un pezzo di cultura cittadina, dall’altra è inevitabile un punto interrogativo sul futuro del Salone del Libro. Torino? Milano? Un ampliamento di altre manifestazione come quelle romana o barese? Per saperlo non rimane che attendere ulteriori sviluppi.

@Damiano Grilli

 

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