I 300 anni di attività dell’albergo più antico di Torino

I 300 anni di attività dell’albergo più antico di Torino

949
SHARE
Torino, I 300 anni di attività dell’albergo più antico di Torino
Torino, I 300 anni di attività dell’albergo più antico di Torino

Nonostante lo stupore di tutti per il sempre più crescente numero di turisti che da qualche tempo affollano le vie e gli hotel della nostra città, in pochi sanno che Torino è sempre stata frequentata da viaggiatori illustri e che, passando da qui, hanno (ognuno a modo suo) cambiato la storia del nostro Paese e del mondo.

In via Corte d’Appello si trovano pareti che ricordano bene questi personaggi e che hanno vegliato sul loro sonno: si tratta delle stanze del più antico albergo di Torino, l’Hotel Dogana Vecchia, una volta conosciuto come l’Osteria della Dogana Nova.

Le prime notizie che si trovano nei documenti, risalgono a 300 anni fa, esattamente al 1716, anno in cui Francesco Ludovico Soleri lo nomina nel suo diario: è in quell’epoca che comincia la storia di quello che, nonostante i secoli, detiene il record di attività tra gli hotel del capoluogo piemontese e che, racconta storie ed aneddoti agli ospiti che hanno la fortuna di alloggiarvi ancora oggi.

I 300 anni di attività dell’albergo più antico di Torino

Da Napoleone ed i suoi funzionari nel 1800 a Giuseppe Verdi nel periodo in cui fu deputato del Regno d’Italia nel 1861, da San Giovanni Benedetto Cottolengo che proprio nella sua stanza, mentre assisteva una donna rifiutata dagli ospedali, ebbe l’idea di fondare la sua “Piccola Casa della Divina Provvidenza” a Wolfgang Amadeus Mozart che vi soggiornò nel 1771 e vi rimase per due settimane, festeggiando proprio lì il suo 15esimo compleanno.

Ma i suoi ospiti illustri e la sua fama non furono in grado di difenderlo dalle fiamme che lo devastarono nel Gennaio del 1840, distruggendo molte delle stanze e dei preziosi ed antichi arredi: quella notte nemmeno il Re Carlo Alberto poté restare a guardare quello scempio, e decise di scendere in strada insieme ai suoi figli per soccorrere le anime che riuscirono a sfuggire al rogo che contribuì a rendere immortale quell’hotel tanto amato dalla sua città e dai grandi del mondo.

Correlato:  Corso Francia: a Torino il viale più lungo d'Europa

Francesco Esposito

 

 

 

LEAVE A REPLY