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Il campanile più alto di Torino e la sua storia

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Il campanile più alto di Torino e la sua storia
Il campanile più alto di Torino e la sua storia

A Torino abbiamo un campanile considerato il più alto della città. Scopriamo dove si trova.

In via San Donato 33, nell’omonimo quartiere, sorge la Chiesa di Nostra Signora del Suffragio e Santa Zita, costruita nel 1866 per volontà del Beato Francesco Faà di Bruno e, accanto ad essa il suo campanile, ultimato quattordici anni dopo, nel 1880.

 

Con i suoi 83 metri di altezza, il campanile di Santa Zita è stato per quasi mezzo secolo, fino al 1933, il secondo edificio più alto della città, secondo solo al simbolo di Torino, la Mole Antonelliana. La leggenda vuole che fu lo stesso beato che ne ordinò la costruzione a volere che fosse il più alto possibile, in modo che tutti i lavoratori della zona potessero vedere almeno uno dei quattro orologi posti ai lati. E, con questo stratagemma evitare che qualcuno potesse essere ingannato sull’orario di lavoro.

Nonostante mantenga il suo primato tra i campanili della nostra città, si trova al 22 esimo posto nella classifica dei più alti d’Italia, a pari merito con quello del Duomo di Merano (Bolzano) e della Chiesa di San Giovanni a Stezzano (Bergamo). E, a 113,20 metri dal suolo, al primo posto c’è il campanile del Duomo arcipretale dei Santi Pietro e Paolo a Mortegliano (Udine).

Resta sul podio, invece, se si restringe il campo e si torna in Piemonte, dove il campanile di Santa Zita è in terza posizione dopo quello del Duomo di San Pietro ad Alessandria ed i suoi 106 metri di altezza e quello posto accanto alla Basilica di San Gaudenzio a Novara, alto 92 metri.

Non stupisce che nel nostro Paese se ne trovino così tanti, perché il campanile era un importante punto di riferimento per gli abitanti. Il suono delle campane chiamava tutti a raccolta durante le celebrazioni, li faceva correre ai ripari in caso di pericolo imminente e scandiva l’inesorabile trascorrere del tempo, dando il ritmo alla vita delle città. Non a caso, dato il gran numero di costruzioni di questo tipo, l’Italia è chiamata anche “la terra dei mille campanili”.

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Francesco Esposito

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