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Torino e i suoi 100 ponti

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Torino e i suoi 100 ponti
Torino e i suoi 100 ponti

I 100 ponti di Torino: tutti gli attraversamenti del capoluogo piemontese

Augusta Taurinorum fu scelta dai Taurini prima e, dai romani poi, proprio per la sua posizione. Il centro dell’ antica città sorgeva intorno ai tre principali fiumi cittadini: non solo il Po, ma anche la Stura e la Dora facevano parte del territorio ed erano molto importanti sia per la loro funzione difensiva che per gli approvvigionamenti di cibo e acqua.

I corsi d’ acqua furono importanti per gli aspetti sopra citati ma anche, in seguito, per poter sviluppare le industrie che hanno bisogno di molta acqua per potersi sviluppare.

Proprio lo sviluppo economico ha portato in anni più recenti ad inglobare un altro corso d’ acqua nei confini cittadini: il Sangone.

Con così tanti fiumi è logico pensare che ci siano anche molti attraversamenti ed in città se ne contano addirittura un centinaio!

I principali ponti di Torino

I più famosi sono sui 4 fiumi più importanti ma il sito del comune ce ne rende un sintesi più dettagliata comprendendo anche quelli sui corsi d’ acqua minori, scie d’ acqua che irrigano la collina e che probabilmente ognuno di noi ignora.

Occuparci di tutti gli attraversamenti sarebbe lungo e inutile, ma possiamo effettuare una panoramica dei più famosi e utilizzati dai torinesi.

Torino e i suoi 100 ponti
Torino e i suoi 100 ponti

 

Il Po conta 9 attraversamenti totali, la Dora 23, la Stura 4 e il Sangone 2.

Il più grande fiume d’ Italia, partendo da sud, è attraversato per la prima volta da una passarella pedonale intitolata ad un’ importante corsa podistica che si corre annualmente in città: la Turin marathon.

A seguire incontriamo il ponte Balbis (da Corso Bramante), ponte Isabella (da Corso Dante), Umberto I (dal parco del Valentino), Vittorio Emanuele I (davanti piazza Vittorio), Regina Margherita, passarella (pedonale) piazza Chiaves, ponte Sassi e  ponte don Luigi Sturzo,.

Alcuni di essi hanno storie uniche ed importanti, che tramandano la storia cittadina: il ponte Vittorio Emanuele I, ad esempio, porta il nome del monarca, ma fu eretto da Napoleone che dotò la città del primo ponte in pietra il quale, una volta caduto l’ imperatore, fu preso in eredità (e non abbattuto) dal restaurato sovrano.

Il ponte Isabella ha il nome di una consorte di un principe Savoia e quello su corso Vittorio Emanuele II nacque in sostituzione di un vecchio ponte in acciaio.

Torino e i suoi 100 ponti
Torino e i suoi 100 ponti

 

La Dora, sebbene possa contare su più strutture, ne ha meno storiche ma anch’ essa ne ha una che è testimone di memoria: nella zona dell’ odierno “parco dora”  era situato un vasto complesso di aziende: le Ferriere Fiat, la Michelin, la Savigliano, il cotonificio Mazzonis e la Paracchi si insediarono qui per le proprie attività industriali sin dalla fine dell’ 800.

Con la trasformazione della zona che stava portando lo sviluppo industriale fu necessario ammodernare il ponte Carlo Emanuele III e, intorno ai primi decenni del ‘900, sostituire le vecchie arcate in ferro con l’ odierna in cemento armato per sorreggere i transiti dei moderni automezzi che oramai erano una realtà.

Infine anche la Stura può contare su un ponte storico: è il ponte Vittorio Emanuele II in corso Vercelli, costruito nel secondo dopoguerra con la tecnica Maillard ad arcata unica con una luce di 92 metri, in sostituzione di quello precedente eretto alla fine dell’ 800 per collegare la città a Chivasso, e crollato nel 1961 per limiti di tenuta dei piloni di legno.

Piccola curiosità: le 4 colonne che si vedono ancora oggi a qualche centinaia di metri dal ponte, sono i sostegni eretti per una struttura mobile provvisoria, costruita per non eliminare del tutto questo collegamento verso l’ esterno della città in attesa della concretizzazione del nuovo progetto.

 

Alessandro Rigitano

 

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