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Pechino-Lione, la Via della Seta corre su rotaia ( e Torino per ora sta a guardare)

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treno pechino lione [fonte lastampa.it]
treno pechino lione [fonte lastampa.it]

Qualche giorno fa un treno merci proveniente dalla Cina è giunto a Lione. Grande giubilo da parte di amministrazioni e nazioni partecipanti al percorso di 11.300 chilometri della nuova Via della Seta su rotaie.

Tutto questo sotto lo sguardo dei torinesi che occhi ai 235 chilometri di Tav, sembrano osservare un frigo vuoto.

L’azienda cinese Wuhan ha dichiarato che i viaggi Pechino-Lione saranno tre al mese, una settimana per andare ed una per tornare, e che apriranno  un ufficio permanente nella città francese.

E non finisce qui, perché entro il 2050 Pechino dovrebbe collegarsi a Torino tramite la Tav intercontinentale; notizia uscita il novembre scorso durante il “Forum delle Città della nuova via ferroviaria della seta”. Per fare ulteriore chiarezza nel primo caso esposto si parla di merci, nel secondo di passeggeri.

Si arriva dunque alla Tav in Val di Susa, il collegamento ad alta velocità tra Torino e Lione della lunghezza di 235 chilometri che verrà invece terminato nel 2030. Nettamente in anticipo con l’alta velocità su scala intercontinentale ma in netto ritardo con la nuova via della seta.

O forse no, visto che in realtà i convogli che collegano Cina, Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia, Germania e Francia sono comuni treni merci, e che in realtà, come dice il direttore dei lavori della Tav Mario Virano, il percorso naturale sarebbe la Pianura Padana ma a causa dell’altitudine della vecchia tipologia delle gallerie alpine è impossibile la fruizione dei nuovi treni.

Insomma, siamo già ora fuori portata per la via della seta che non richiede altre tecnologie se non quelle che già abbiamo, vien quindi da chiedersi come faremo ad imporci nel mercato a Tav ultimata, visto che in parole povere stiamo traforando la montagna sbagliata.

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Forse è un po’ come guardare un frigo vuoto, a furia di non vedere nulla passa l’appetito.

 

D.G.

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