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Torino si mobilita per far rientrare i “cervelli in fuga”

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Torino si mobilita per far rientrare i “cervelli in fuga”
Torino si mobilita per far rientrare i “cervelli in fuga”

L’Italia, soprattutto con l’avvento della crisi, ha visto aumentare sensibilmente il fenomeno dei “cervelli in fuga”. Studenti, dottori, ricercatori e giovani in generale hanno fatto le valigie e sono partiti per un futuro migliore e per un lavoro stabile e adatto alla loro preparazione e al loro titolo di studio. Ora, però, Torino vuole invertire la tendenza negativa dell’ultimo decennio. In particolare, l’Università di Torino e gli Enti Strumentali

della Compagnia di San Paolo, Collegio Carlo Alberto e

Hugef (Human Genetics Foundation), hanno realizzato una convenzione mediante cui ci sarà la possibilità di riportare in Italia tre ricercatori dalla Gran Bretagna: due provenienti da Londra, uno dall’università di Cambridge.

I tre saranno operativi nelle strutture di piazza Arbarello e via Nizza, e potranno cominciare le loro attività già da Marzo 2017.

Lo scopo di questa iniziativa è quello di rendere appetibile il capoluogo piemontese ai talenti che vengono a Torino per produrre ricerca, in modo che sia competitiva a livello europeo e internazionale la ricerca e lo sviluppo di matrice italiana. Gli ambiti interessati saranno l’economia, le scienze politiche e il diritto, ma anche la genetica, la genomica e la proteomica umana.

Molto c’è ancora da fare per poter parlare di rientro in patria di “cervelli in fuga”, ma Torino si vuole presentare come apripista di una nuova tendenza: quella che investe nella cultura e nei laureati italiani.

 

Andrea Decorato

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