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Via Francigena entra nella rete escursionistica regionale del Piemonte

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Via Francigena entra nella rete escursionistica regionale del Piemonte
Via Francigena entra nella rete escursionistica regionale del Piemonte

Nella Bassa Valsusa, ad ovest di Torino, si snoda un antico sentiero dove riecheggiano pagine di storia secolari.

La Via dei Pellegrini, questo il suo nome, è la continuazione ideale del sentiero dei Franchi, che si ispira all’ipotetico tragitto percorso da Carlo Magno e le truppe Franche per aggirare il sovrano longobardo Desiderio, nel corso della battaglia delle Chiuse avvenuta nel 773 d.c.

L’itinerario della Via dei Pellegrini – suddiviso in due tratte di circa 22 chiilometri ciascuna e che tocca diversi centri della valle di rilevanza storica e naturalistica – è stato ora inserito ufficialmente nella rete escursionistica regionale, grazie alla firma del protocollo d’intesa avvenuta nella Sala Consiliare del Comune di Avigliana lo scorso aprile

Fra i partecipanti al progetto, numerosi comuni della zona interessata (Avigliana, Trana, Sant’Ambrogio di Torino, Villar Dora, Almese, Casellette, Alpignano, Rivoli, Rosta, Reano), la Città Metropolitana di Torino, il CAI Piemonte e diverse associazioni locali.

Questa azione coordinata di realtà istituzionali ed enti del territorio è stata fortemente voluta, nell’ottica di esaltare il potenziale turistico dei tanti luoghi toccati dalla Via dei Pellegrini. Sull’onda delle esperienze positive a livello europeo del cammino di Santiago di Compostela e della Via Francigena, che passa anche per la Valsusa e per diversi punti del Piemonte, l’intesa vuole promuovere l’itinerario a 360°, valorizzandone ogni suo aspetto.

Non solo escursioni, quindi. Tutti gli attori dell’accordo si impegnano ad unire le forze, per uno sviluppo coordinato e progressivo dell’immenso patrimonio racchiuso nella Via dei Pellegrini: accanto ad aree naturalistiche come la collina morenica di Rivoli, le paludi dei Mareschi ed il Parco dei Laghi d’Avigliana, il sentiero è costellato di tracce culturali ed architettoniche di enorme valore, fra cui spiccano la Sacra di San Michele – simbolo della Regione Piemonte – la Precettoria medioevale di Sant’Antonio di Ranverso, e borghi suggestivi quali i centri storici di Avigliana e di Rivoli.

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Luoghi ricchi di fascino, dove storia e paesaggio si fondono dando vita ad un viaggio nella conoscenza del territorio, e nel contempo ad un viaggio di introspezione e riconciliazione con l’ambiente circostante.

Un territorio che beneficerebbe enormemente, a livello economico, di un aumento della presenza turistica: l’obiettivo è quello di avvicinare il pubblico con offerte speciali e tariffe agevolate, incentivandolo a soffermarsi in questa porzione di Valsusa, meno frequentata dal turismo di massa rispetto all’Alta Valle, ma altrettanto degna di essere esplorata, ed amata.

Federica De Benedictis

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