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Il Monte dei Cappuccini e i Cavalieri Templari

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Torino. Il Monte dei Cappuccini e il presidio dei Cavalieri Templari
Torino. Il Monte dei Cappuccini e il presidio dei Cavalieri Templari

Dopo una ricerca durata decenni, a seguito di ricerche, ritrovamenti, conferme e smentite avvenute nel corso degli anni, adesso è ufficiale: tra il 1204 ed il 1314, Torino ebbe la sua parte nella storia dei Cavalieri Templari.

Precisamente, il presidio fortificato appartenente all’Ordine si trovava nei luoghi dell’attuale Monte dei Cappuccini e, oltre a difendere un tratto della via Francigena che portava i pellegrini a Roma, riscuotevano il pedaggio per attraversare un ponte di legno sul Po, in nome del Vescovo della città.

Tutto ebbe inizio nel 1943, quando un frate giardiniere, secondo il manoscritto che racconta la «Cronaca ufficiale del Monte dal 1928», mentre zappava nell’orto, ritrovò lo scheletro di un uomo perfettamente intatto, ma i resti furono rimossi e gli scavi non vennero proseguiti.

Fino al 1992, anno in cui, durante lavori di ristrutturazione del complesso, affiorarono un cucchiaio di rame lavorato, marchiato con la «Croce Patente» dell’Ordine del Tempio ed un piatto in ceramica recante la stessa croce. Pochi mesi prima, accanto ai resti medievali della chiesa di Santa Maria, vennero ritrovati frammenti di un bacile decorativo raffigurante il nodo di Re Salomone, simbolo dell’amore dell’Eterno per la terra.

 

Torino. Il Monte dei Cappuccini e il presidio dei Cavalieri Templari

Secondo i ricercatori, potrebbe trattarsi dei resti del corpo di «Fra Ogerio» che fu a capo della precettoria templare di Torino, o comunque di un personaggio di gran rilievo all’interno dell’Ordine: come imponeva l’uso, infatti, venne sepolto con indosso soltanto il sudario, come imponeva il voto di povertà a cui dovevano ubbidienza tutti i Cavalieri Templari.

La regola non prevedeva nient’altro per la sepoltura, ma proprio per la posizione in cui è stato ritrovato il corpo e, per il materiale da cui sono composti il cucchiaio ed il bacile rinvenuti, non può trattarsi di un semplice Cavaliere, in quanto a loro venivano donate stoviglie in legno od in corno.

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Queste ricerche e, tutti i dettagli sugli scavi saranno raccolti in una pubblicazione in cui, il gruppo di studiosi (tra cui Frate Luca Isella, il direttore dei restauri al Monte, l’ingegner Mauro Lanza e l’antropologo prof. Renato Grilletto) insieme alla Soprintendenza alle Belle Arti racconteranno di quel tempo in cui i Cavalieri dell’Ordine dei Templari vissero a Torino.

 

Francesco Esposito

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