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The independent: Piemonte simbolo di un’Italia da gourmet

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“Non c’è nulla di paragonabile al cibo Italiano”. Inizia così l’articolo che The Independent ha dedicato al Piemonte e a tutte le altre regioni italiane.

La recensione della giornalista Sarah Barrell sul giornale inglese è una profusione di elogi sulle prelibatezze che da nord a sud invadono le tavole italiane “[il cibo locale] è una delle migliori scuse per uscire, esplorare e mangiare”. E in cascata cita uve, cereali, ulivi, tuberi fino a parlare di una mappa culinaria che ridefinisce un territorio da un altro, spiagge e isole comprese.

Dai cibi si passa alle ricette, nuova discriminante regionale che contraddistingue in modo inesorabile i luoghi di origine di ogni piatto, e nel trambusto di profumi e panorami che la giornalista con tutte le sue forze si impegna a far assaggiare tra le righe, spunta il termine locàvoro, non una nuova moda, bensì una pratica che inquadra chi predilige nei piatti i cibi del posto, a km0 come si usa dire.

“È Torino nell’86 ad aver dato i natali al movimento culinario Slow Food che quest’anno compie trent’anni ed è sempre la stessa città a vedere a portare avanti il Salone del Gusto, che dalla sua di anni ne ha “solo” venti; la concomitanza degli eventi quest’anno produrrà una grande festa che gli organizzatori sperano di svolgere il più possibile all’aperto”.

Finalmente si giunge al Piemonte, vengono citati Barbaresco, Gavi e Barolo, per  i cibi gorgonzola, tartufo bianco, risotto e nocciole per la crema gianduja; tiene subito dopo a precisare che “l’idea Slow Food e il Patrimonio savoiardo non bisogna pensarli da indigestione. Colline, borghi, noccioleti e vigneti sono li vicino per un’infinità di viaggi” rassicurando così come tutto quello mangiato verrà consumato subito dopo.

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E poi.. il resto d’italia.

@Damiano Grilli

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