Home Cronaca di Torino Millo: l’artista street-art cresciuto a Torino e consacratosi in Europa

Millo: l’artista street-art cresciuto a Torino e consacratosi in Europa

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Millo: l'artista stree-tart cresciuto a Torino e consacratosi in Europa
Millo: l'artista stree-tart cresciuto a Torino e consacratosi in Europa

Passeggiare con il naso all’insù per le vie di Barriera di Milano può riservare delle belle sorprese.

Il popolare quartiere a nord di Torino è infatti costellato di suggestivi murales, dove dominano il bianco ed il nero, riproduzioni di ambienti urbani sospesi fra mondo onirico e realtà.

L’autore di queste enormi opere pittoriche è lo street artist Millo, al secolo Francesco Camillo Giorgino, nato nel 1979 a Mesagne, in provincia di Brindisi.

Come è approdato Millo a Torino?

Grazie al concorso B.Art –Arte in Barriera, indetto nel 2014 dalla Fondazione Contrada Torino e promosso dalla Città di Torino: la giuria, conquistata dal tratto netto dell’artista, dalle sue città sospese e dai suoi personaggi surreali, gli ha “affidato” 13 facciate cieche di altrettanti edifici di Barriera, da far rivivere attraverso la magia dei suoi disegni.

Millo: l'artista stree-tart cresciuto a Torino e consacratosi in Europa

Magia che ha presto rapito anche i torinesi, incantati dall’arte quasi ipnotica dello street artist, la cui fama ha ampiamente travalicato i confini nazionali.

Ogni favola inizia con un doveroso “c’era una volta”. C’era una volta uno street artist che faceva rivivere grigi edifici di periferia grazie alle sue opere visionarie, mondi urbani sospesi fra sogno e realtà. E come ogni favola che si rispetti, si comincia da dove tutto iniziò. Millo, come e quando nasce la tua passione per il disegno, declinato poi in street art?

<La mia favola o semplicemente la mia vita, è strettamente legata al disegno. Come spesso dichiaro nelle mie interviste, sin da quando ero un bambino ho sempre disegnato, i muri della mia casa a Mesagne testimoniano ancora le mie incursioni fanciullesche. Nel corso degli anni, il disegno, la mia passione, è sempre stato la totalità del mio tempo libero fino al giorno in cui mi sono accorto che relegarlo soltanto a quei momenti non mi rendeva felice. Così ho deciso di dedicarmi completamente a lui, e con fatica e sacrificio devo dire che insieme abbiamo percorso molto tempo e spazio e siamo arrivati dove non avrei mai creduto possibile>

Dalla Puglia, tua terra di origine, a Torino, dove, dopo aver vinto il prestigioso concorso B.Art-Arte in Barriera, hai regalato attraverso il progetto “Habitat” un nuovo volto a tredici facciate cieche del quartiere Barriera di Milano. Puglia e Piemonte: due terre agli antipodi, ma entrambe piene di storia, colore e stimoli creativi. Cosa hai amato particolarmente di Torino?

<Sono originario pugliese ma da molti anni l’Abruzzo mi ha adottato. Sono terre molto diverse, ma Torino è una città meravigliosa, esteticamente mozzafiato e culturalmente vivissima. Ho amato passare due mesi sospeso tra le strade di Barriera di Milano, osservarla dall’alto in questo incredibile melting pot proprio delle città Europee>.

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I tuoi murales sono diventati dei veri e propoun cult per i giovani torinesi e non solo, che con l’hashtag #milloland condividono sui Social Network la bellezza delle tue opere. Che rapporto hai con il mondo dei social network?

<Credo che l’avvento dei Social abbia modificato per sempre la nostra percezione della realtà, e sono assolutamente convinto che abbiano aperto delle possibilità infinite non solo a noi artisti. Pubblicare contenuti che a loro volta verranno condivisi, o semplicemente apprezzati con un cuore, permette al mio lavoro di trovarsi a Torino e allo stesso tempo di essere osservato in Cile.Trovo sia una cosa grandiosa>.

Hai lavorato in tante città italiane ed europee. Dove ti porteranno i tuoi prossimi progetti?


<In futuro prevedo la Thailandia e l’Italia , ma non voglio ancora sbilanciarmi troppo, staremo a vedere>.

 

Federica A. De Benedictis

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