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25 marzo 1864: nasce la Società degli Ingegneri ed Architetti in Torino

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Ingegneri e architetti: una rivalità certa e indiscutibile, che ha origine in un preciso momento della storia della nostra città, quando il 25 marzo 1864 nasceva l’embrione della futura Società degli Ingegneri ed Architetti in Torino, inizialmente denominata “Società degli Ingegneri ed Industriali di Torino”.

I fondatori, professionisti dei due settori, professori universitari, ufficiali superiori del Regio Esercito, avevano espresso il desiderio di formare una società di ingegneri, idraulici, meccanici, architetti civili, industriali, cultori e promotori delle arti, col proposito di divulgare e perfezionare le conoscenze utili alle pratiche edilizie, meccaniche, commerciali e industriali. Una società inizialmente chiusa a un numero ristretto di soci (nel 1871 se ne contavano soltanto ottanta), che si aprì poi a nuovi membri con la modifica dello Statuto il 2 luglio 1872.

Intanto, però, crescevano i malcontenti al suo interno: gli architetti non potevano accettare l’esclusione della propria categoria dalla denominazione della società, e per questo si arrivò, il 7 maggio 1883, a fondare il Collegio degli Architetti di Torino, costituito da membri della Società e progressivamente collegato sempre di più al Circolo degli Artisti (in cui venne poi costituita la Sezione di Architettura).

Un vero e proprio scisma, che si richiuse negli ultimi anni dell’Ottocento, quando si costituirono in Italia gli ordini degli ingegneri e degli architetti: per l’occasione la Società, infatti, cambiò il proprio nome in quello di “Società degli Ingegneri ed Architetti in Torino”, dotandosi di un nuovo statuto, approvato con Regio Decreto il 24 giugno 1888, con lo scopo di promuovere l’incremento scientifico, artistico e tecnico dell’ingegneria e dell’architettura, tutelando il decoro e gli interessi delle due categorie professionali interessate.

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25 marzo 1864: nasce la Società degli Ingegneri e Architetti in Torino

 

Il 23 dicembre 1919 la Società si trasformò in Sezione per il Piemonte dell’Associazione Nazionale Ingegneri e Architetti Italiani, e fu riassorbita nel 1925 nel Sindacato Fascista degli Ingegneri, cui fece seguito, l’anno seguente, il Sindacato Fascista degli Architetti. Nuova divisione, dunque, poi risanata dopo la seconda guerra mondiale, quando i due architetti Giovanni Chevalley e Luigi Giay vollero far rinascere la Società degli Ingegneri ed Architetti con il vecchio statuto, confermato il 22 maggio 1945.

Una storia movimentata, dunque, fatta di separazioni e nuovi consolidamenti. Ma, al di là dello spirito competitivo che da sempre aleggia nell’aria, in ogni periodo del suo cammino di crescita la Società ha partecipato in modo compatto e uniforme al progresso del sapere tecnico e scientifico, mantenendo costantemente un rapporto stretto e collaborativo sia con gli istituti di formazione universitaria che con le amministrazioni locali, e divenendo un punto di riferimento fondamentale per le più importanti occasioni di trasformazione urbana e territoriale.

Lo Statuto della Società, nella sua formulazione ultima del 1992, prevede come scopo sociale la promozione e realizzazione di iniziative culturali nel campo dell’ingegneria e dell’architettura, per contribuire allo sviluppo del dialogo tra i professionisti e all’incremento dei rapporti del sodalizio con istituzioni ed enti italiani ed esteri.

 

Manuela Marascio

 

 

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