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Il 26 marzo 1980 moriva a Torino il grande comico Erminio Macario

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Il 26 marzo 1980 moriva a Torino il grande comico Erminio Macario
Il 26 marzo 1980 moriva a Torino il grande comico Erminio Macario

Nel pieno delle repliche di Oplà, giochiamo insieme, il 26 marzo del 1980 si spegneva nella sua città natale il grande Erminio Macario, all’età di 78 anni.

Nato e cresciuto a Porta Palazzo, alunno della scuola Petacchioni che ispirò i personaggi del libro Cuore, scoprì la sua vocazione per l’arte teatrale negli ambienti dell’oratorio Don Bosco, accanto alla chiesa di Maria Ausiliatrice. Sono tanti gli ambienti torinesi che hanno forgiato il giovane Macario, sprigionandone quel talento che poi l’ha consacrato ai palcoscenici.

Partito come operaio tuttofare della Fiat, tra il 1917 e il 1918, passò a gestire una sua piccola filodrammatica al circolo San Donato, svolgendo tutte le mansioni possibili, dal costumista, al cassiere al primo attore e regista. Poi, nell’inverno del ’18, la prima grande occasione: Macario rispose a un annuncio trovato per caso su un giornale e si ritrovò dentro la compagnia del cavalier Salvetti, che proponeva un repertorio da commedia dell’arte.

Cominciò così il duro apprendistato del comico in erba, che cambiò frequentemente compagnie facendosi a poco a poco una certa fama grazie a quell’incredibile eclettismo che avrebbe, di lì a pochi anni, determinato il suo brillante futuro da star del varietà a livello internazionale.

Il 26 marzo 1980 moriva a Torino il grande comico  Erminio Macario

Nel ’24 avvenne l’incontro con il cavalier Molasso, coreografo, ballerino e impresario di una certa levatura, alla ricerca di forze fresche per il suo nuovo spettacolo di pantomime al Teatro Romano: Macario esordì con Sei solo stasera?, seguito da Senza complimenti!, riscuotendo un grandissimo successo.

Fu un periodo propizio anche per la vita sentimentale del nostro, grazie alla liaison con Maria Giuliano, ballerina del Teatro Regio, che divenne presto sua moglie: un matrimonio di breve durata, ma, in compenso, una collaborazione professionale durata oltre vent’anni.

Da lì in poi la fama di Macario crebbe giorno per giorno: dagli spettacoli nei teatri milanesi Dal Verme, Lirico e Fossati all’intesa fulminea scattata con Isa Bluette, una delle gran dame delle riviste del tempo.

Anni di notevole maturazione professionale, questi, fino alla grande crisi del ’29 che investì anche il mondo dello spettacolo: fu questo il momento, per Macario, di prendersi una pausa, tornando a Torino per dedicarsi al teatro dialettale.

La giusta quiete prima della grande ripresa all’inizio degli anni Trenta, con la decisione di fondare una nuova compagnia, con sede al Teatro Maffei, dove portò in scena Pelle di ricambio, Mondo allegro, Follie d’America, Piroscafo giallo e tanti altri.

Il 26 marzo 1980 moriva a Torino il grande comico  Erminio Macario
Il 26 marzo 1980 moriva a Torino il grande comico Erminio Macario

In mezzo alle molte sue “donnine”, come usava chiamare tutte le presenze femminili, un po’ soubrette un po’ ballerine, che attiravano il pubblico in sala, Macario negli anni seppe accrescere il suo carisma e la sua prestanza attoriale, attento a non far mai scadere i suoi spettacoli nella facile volgarità, ma rivolgendosi, al contrario, sempre a un pubblico estremamente variegato, fino a coinvolgere anche i bambini.

Dagli anni del dopoguerra, in cui si accentuò la vena surreale della sua maschera ormai unica e inimitabile, fino ai numerosissimi spettacoli di prosa del lungo ventennio ’50-‘70: Il coniglio di Novelli, Ditegli sempre di sì di Eduardo e le indimenticabili Pautasso Antonio esperto di matrimonio, Carlin Cerutti sarto per tutti e Due sul pianerottolo di Amendola e Corbucci, portate in scena tra il ’73 e il ’76.

Una lunghissima carriera, fatta anche di televisione e cinema, di cui si può ricordare l’unica interpretazione drammatica di Macario in Italia piccola del ’57, con Nino Taranto ed Enzo Tortora, e, naturalmente, le varie interpretazioni a fianco di Totò.

Una vita intensa, goduta fino alla fine, che ci piace ricordare oggi, per rendere omaggio a un grande personaggio che ha camminato nella storia, in mezzo a due conflitti mondiali, muovendo i primi passi da un teatrino parrocchiale della nostra Torino.

Manuela Marascio

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