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Il grattacielo della Regione si blocca: lavori rinviati a fine anno

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Torino Il grattacielo della Regione si blocca: lavori rinviati a fine anno
Torino Il grattacielo della Regione si blocca: lavori rinviati a fine anno

A quasi cinque anni dalla data di inizio dei lavori, la realizzazione del grattacielo della Regione Piemonte si arresta. I lavori della torre di vetro, progettata da Fuksas, sono stati interrotti a Novembre 2015, per poter essere ripresi nel Marzo 2016.

La data di conclusione della struttura è verosimilmente collocabile per la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Il Presidente della Regione, Sergio Chiamparino, ha anche confermato che tra Giugno 2016 e Gennaio 2017 saranno ultimati i trasferimenti dei dipendenti.

Il punto cruciale dello stop dei lavori sta però nel fatto che la torre, realizzata per il 92% della sua totalità, abbia bisogno solamente delle ultime migliorie (come il posizionamento delle vetrate), che rappresentano appena l’8% del palazzo.

L’arresto dei lavori è dovuto alla fine del rapporto con la CoopSette, la società cooperativa che si era aggiudicata l’appalto per la costruzione del grattacielo. Se il contratto di collaborazione con le altre imprese dovesse malauguratamente terminare, la data della fine dei lavori sarà, con ogni probabilità, destinata alla metà del 2017, se non oltre.

Questa eventualità, piuttosto remota, deve essere assolutamente evitata, soprattutto perché ci sarebbe un ulteriore esborso pubblico: i dipendenti, infatti, sono momentaneamente operativi in locali affittati nel centro di Torino, con contratti in scadenza a Giugno (prorogabili straordinariamente fino a Dicembre).

Il vicepresidente, Aldo Reschigna, ha tenuto però a precisare che vari accordi sono stati già presi sia con le imprese, sia con i proprietari degli uffici provvisoriamente occupati, e che il rinvio dei lavori dà la possibilità di migliorare anche l’accesso ai servizi. Resta però il fatto che, questa vicenda, si è trascinata avanti già per molto tempo, e rischia di doversi prolungare per le solite difficoltà burocratiche.

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Torino deve rallentare, e non è la prima volta: basti pensare al caso ancora irrisolto della fermata metro di Piazza Bengasi, ferma da ormai 4 anni. Una città in continua evoluzione, che intende stare al passo con le altre città europee, non può permettersi questi intoppi.

Andrea Decorato

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