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Alla scoperta del Temporary Museum di Torino

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Torino Alla scoperta del Temporary Museum
Torino Alla scoperta del Temporary Museum

In un angolo poco conosciuto di Torino, non lontano dal centro, si trova un piccolo tempio della tecnologia: il Temporary Museum, uno spazio luminoso di oltre 600 metri quadrati sito in corso Verona 15/C dove passato e futuro si intersecano e dialogano.

Un’esposizione tutta dedicata al mondo dell’informatica, con pezzi che hanno fatto la storia del settore -celebri antenati degli attuali tablet- e uno spazio dedicato al mondo dei videogames, con la possibilità di provare l’ebbrezza di giocare in modalità “old style”.

Inaugurato nel dicembre 2013, il Temporary Museum è ospitato nella cittadella del Gruppo BasicNet, azienda in primo piano dell’industria tessile la cui fama travalica ampiamente i confini piemontesi e nazionali.

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Una zona della città, quella di Torino Nord, da sempre volta alla vocazione industriale, dove l’operosità sabauda si sposa a grandi menti creative ed innovative.

Come l’imprenditore Maurizio Vitale, che nel 1968 prese le redini dell’azienda di famiglia, il Maglificio Calzificio Torinese, e la trasformò nella Robe di Kappa, conferendole un successo clamoroso, o come l’attuale presidente della BasicNet, Marco Boglione, che è anche colui che ha voluto questo spazio museale. Infatti, gran parte degli oggetti esposti provengono dalla sua collezione privata.

Torino Alla scoperta del Temporary Museum

Cosa potete vedere al Temporary Museum?

La visita si sviluppa in tre percorsi tematici, uno permanente dal titolo “La Rivoluzione Informatica: dal Mainframe all’iPad” e due temporanei, gli approfondimenti culturali “Tecnoprofezie anticipazioni dalla fantascienza” e “Dalla cascina alla multinazionale una storia di intraprendenza”

La Rivoluzione Informatica: dal Mainframe all’iPad” è il percorso principale, realizzato dalla curatrice di BasicGallery, archivio storico di BasicNet, Cecilia Botta; si snoda in otto aree tematiche, che formano un emozionante excursus nella storia dell’informatica.

Una storia che si snoda fra Stati Uniti e Piemonte, terra dell’eporediese Olivetti, azienda che ha dato un enorme contributo al settore. Correva l’anno 1965, quando esordì sulla scena mondiale l’Olivetti Programma 101, detta anche Perottina dal nome del suo ideatore, l’ingegnere Pier Giorgio Perotto.

Progettata da Perotto insieme a Giovanni De Sandre, Gastone Garziera e Giancarlo Toppi, la Programma 101 rappresentava il primo esemplare esistente di personal computer, inteso allora come macchina da calcolo per uso personale, uno strumento piccolo e relativamente economico.

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Da Ivrea si viaggia idealmente verso la California, dove incontriamo i grandi nomi dell’informatica mondiale: su tutti, Bill Gates e Steve Jobs, del quale è ricostruito addirittura il suo garage, dove concepì e costruì insieme all’amico Steve Wozniak l’Apple-1, personal computer presentato nel 1976 e primo prodotto della Apple Computer, oggi universalmente conosciuta come Apple.

Diverse le chicche esposte al Temporary Museum: per gli appassionati di videogames, si parte dalle prime consolle Commodore a cassette – uguali alle audiocassette che si inserivano nei walkman – passando per le consolle Atari, celebri per aver portato nelle case di milioni di giovani giocatori il simpatico e famelico PAC-Man, fino ad arrivare alla consolle Nintendo NES, con grafica e joypad decisamente più simili alle consolle attualmente in commercio.

Per quanto riguarda l’informatica, l’esposizione è variegata ed esaustiva: dai Mainframe degli anni Quaranta, elaboratori elettronici che arrivavano a occupare intere pareti, alle nuove frontiere della portabilità, con l’iPad firmato Apple (2010).

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Il tutto supportato dalla possibilità di sperimentare nuovissime tecnologie quali realtà aumentata, realtà virtuale e stampa 3D.

Le mostre temporanee sono “Tecnoprofezie”, piccola esposizione di oggetti ed opere letterarie e cinematografiche accomunate da una profetica (o forse è meglio definirla lungimirante) anticipazione delle invenzioni future – come i comunicatori visti in Star Trek, molto simili ai cellulari StarTAC che arriveranno una trentina d’anni dopo – e “Dalla cascina alla multinazionale una storia di intraprendenza”.

Il percorso racconta la storia della Robe di Kappa, dalla fondazione del già citato Maglificio Calzificio Torinese nel 1915 da parte della famiglia Vitale, passando per i successi raggiunti da Maurizio Vitale fra gli anni ’70 ed ’80, alla rinascita sotto il nome di BasicNet grazie all’attuale patron Marco Boglione nel 1995, gruppo che racchiude i marchi Kappa, Robe di Kappa, Jesus Jeans, K-Way e Superga.

Il Temporary Museum è visitabile dal lunedì al venerdì, con orario 15-18; il sabato e la domenica occorre effettuare prenotazione telefonica al numero 338 6059009.

Federica A. De Benedictis

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