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Il Poli guarda alla Cina e continua a crescere

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Crescono gli Studenti del Politecnico. Anzi, in un certo senso raddoppia: negli ultimi anni infatti l’ateneo torinese ha visto duplicarsi il numero di chi vorrebbe immatricolarsi, a fronte di un calo tendenziale nella nazione.

Il Politecnico guarda alla Cina

“Crediamo che per il nostro Ateneo sia non soltanto un dovere, ma un obbligo istituzionale, accogliere il maggior numero possibile di studenti. Ma per garantire, coerentemente con la nostra tradizione, una formazione solida e qualificata, la carenza di infrastrutture logistiche non ci lascia che due alternative: l’ulteriore restringimento degli accessi alla Laurea triennale e Magistrale, oppure il completamento del programma edilizio che abbiamo avviato e condiviso con la Città di Torino, riguardante l’estensione del Campus della Scuola di Architettura e il reperimento di nuove aree e spazi per la didattica presso il Campus della Scuola di Ingegneria.  Noi ci siamo impegnati a cofinanziare i progetti edilizi strategici per l’Ateneo, ma non avremo le risorse per portarli a termine senza un adeguato supporto pubblico, perché non possiamo rinunciare agli investimenti prioritari in formazione, ricerca e soprattutto in capitale umano”.

Questi numeri, e questa dichiarazione (fonte Torinoclick) arrivano direttamente dal Rettore Marco Gilli, durante la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 15/16, qualche giorno fa.

Parole, accompagnate da fatti: al termine della cerimonia è stato firmato insieme al Comune un protocollo d’intesa per il recupero e la rifunzionalizzazione del “Complesso di Torino Esposizioni”, che quindi finalmente avrà un suo uso definitivo: campus didattico, destinato agli studenti di Architettura.

Il Politecnico guarda alla Cina

E le novità non sono finite: il Poli ha annunciato la volontà di potenziare l’attività internazionale, iniziando dalla Cina, nazione in cui è già in corso una stretta collaborazione con aziende italiane e cinesi e con i partner universitari del luogo, che porta all’inserimento e all’interazione in ambiti lavorativi legati ad architettura ed urbanistica, ma anche di automotive e ingegneria dei manufatti ragazzi italiani e cinesi.

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Parliamo, per esempio, del Campus italo-cinese “PoliTong” (c’è anche il Poli di Milano in questo progetto), che porta grandi numeri agli atenei italiani: 1500 cinesi iscritti a Milano, un centinaio di dottorandi a Torino.

E non solo: dopo il 2008, Pechino organizzerà le Olimpiadi Invernali 2022: l’esperienza di Torino sarà un caso cui i cinesi guarderanno con molta attenzione, proprio mentre nella nostra città sta per celebrarsi il decennale dell’evento che ha cambiato la vita sotto la Mole.

A cura di Andrea Besenzoni

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