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18 Gennaio 1828: nasce la Piccola casa della Divina Provvidenza ( il Cottolengo)

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Che il Cottolengo sia un faro dell’ accoglienza in città è cosa nota sia dalla sua fondazione avvenuta agli inizi del 1800, ma ad oggi come si presenta la casa di accoglienza fondata dal Santo?

Innanzitutto bisogna tenere presente che il progetto si  è espanso ed non è più relegato ad opera cittadina, ora il Cottolengo dispone di molte strutture in tutta Italia, ma non solo.

Le avanguardie “cottollenghine”  sono presenti in diverse zone del mondo, ovunque ci sia bisogno di assistenza: Kenya, Tanzania, India, Colombia ma anche paesi più ricchi come Stati Uniti e Svizzera.

La casa madre  torinese è, ovviamente, quella più vecchia e radicata sul territorio e oltre ad assistere malati di ogni genere attraverso le strutture presenti all’ ospedale “Cottolengo” svolge anche molte altre attività.

Cottolengo: storia di un santo, un ospedale e una donna

Disabili, anziani, emarginati, immigrati, tossicodipendenti e degenti vivono nel complesso sito in Borgo Dora e insieme alle suore, ai fratelli cottolenghini e ai quasi 1000 volontari laici presenti all’ interno.

Proprio come avveniva in passato, le persone vengono divise in varie “famiglie”, a cui capo viene assegnato un sacerdote che ha il compito di far crescere e aiutare le persone della propria congregazione, attraverso il lavoro e il reinserimento nella società.

Ma il Cottolengo non è solo questo: all’ interno esiste anche un’ università paritaria di infermieristica sia nel corso triennale che in quello specialistico, anche questo eredità della storia centenaria del Cottolengo.

Cottolengo: storia di un santo, un ospedale e una donna

All’ interno della “Casa della divina provvidenza” ogni persona fa parte di un ingranaggio: tutti, dai malati, agli assistiti, dagli impiegati ai sacerdoti e volontari, rappresentano un piccolo pezzo di un’ opera iniziata molto tempo fa  e continuata nel corso del tempo, ogni persona è uno strumento attraverso il quale si manifesta la mission dell’ istituzione; dare assistenza a tutti nessuno escluso.

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Oggi, a quasi 2 secoli di distanza dalla fondazione dell’ ospedale/casa/scuola, lo spirito è sempre quello di San Giuseppe Benedetto Cottolengo: cambiano i mezzi, i modi, le situazioni (i tossico dipendenti e i profughi nel 1800 non esistevano, oggi si, e il Cottolengo si è attrezzato per accogliere anche queste persone) con cui la volontà del Santo viene attuata, ma non il risultato; ogni anno migliaia di persone a Torino e nel mondo vengono aiutate attraverso il lavoro di molte persone che hanno deciso di aiutare gli altri, oggi come allora, seguendo uno dei più importanti insegnamenti che San Cottolengo ci ha lasciato:” I poveri sono i nostri padroni, e bisogna trattarli come tali, altrimenti ci licenziano.”

 

Alessandro Rigitano

 

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