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Le mostre a Torino… aspettando la primavera 2016!

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Le mostre a Torino… aspettando la primavera 2016
Le mostre a Torino… aspettando la primavera 2016

Dopo aver salutato un 2015 ricco (culturalmente parlando) di grandi soddisfazioni e di nuovi arrivati (Camera Centro Italiano per la Fotografia è un eccellente acquisto, in quanto va a colmare un gap cittadino relativo ad una tecnica ai giorni nostri molto frequentata) gustandosi le luci e le impressioni delle tele di un grande maestro quale Monet, il buon torinese (ma anche, finalmente, il turista) può brindare ad un 2016 nel quale l’usuale fitto programma espositivo museale promette sicuramente bene.

Qualche anticipazione per i lettori (ce n’è per tutti i gusti ovviamente).

A Palazzo Chiablese prendono vita i colori e la joie de vivre di un altro artista francese molto amato dal pubblico, Henry Matisse. Aperta dal 12 dicembre 2015 al 15 maggio 2016, organizzata dal Centre Pompidou e curata da Cécile Debray, conservatore di questo importante museo parigino, la mostra Matisse e il suo tempo presenta 50 opere del maestro fauve accostate ad altri 47 lavori di artisti a lui contemporanei, quali Picasso, Modigliani, Mirò, Braque, Léger e Bonnard. Divisa in dieci sezioni, l’esposizione racconta Matisse e la sua poetica inserendola in un contesto di amicizie e scambi artistici.

Palazzo Madama ospiterà, dal 23 gennaio all’11 aprile, una mostra dedicata a Bartolomeo Bimbi (Firenze 1648-1723), nella quale verranno presentati 24 dipinti realizzati per la villa medicea La Topaia ed attualmente conservati nella sezione Botanica del Museo di storia naturale dell’Università di Firenze. Si tratta di raffigurazioni naturalistiche del pittore toscano, che si specializzò nel dipingere nature morte di tipo didascalico e illustrativo, con l’intento di catalogare in modo sistematico animali e frutti organizzati per specie, per stagione e per provenienza.

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Le mostre a Torino… aspettando la primavera!

Sempre a Palazzo Madama, negli spazi della Corte Medievale, dal 29 gennaio al 2 maggio si potrà visitare l’esposizione Fashion, a cura di National Geographic, nella quale saranno raccolte circa 60 fotografie inerenti le tematiche dell’abbigliamento, dell’ornamento e dello stile.

Il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, dopo un convincente ed articolato programma espositivo andato in scena nel 2015 (assolutamente consigliata la mostra in corso Divisionismo tra Torino e Milano, prorogata al 24 gennaio… affrettatevi!), proporrà dal 19 febbraio al 5 giugno un trionfo di putti: a cura di Vittorio Natale, Spiritelli, amorini, genietti e cherubini è dedicata alla fortuna del tema iconografico dei putti, dal periodo Barocco a quello Neoclassico, da Albani a Rapous, alle arti decorative.

Al MAO, Museo d’Arte Orientale, dal 5 dicembre sino al 28 marzo sono presentate per la prima volta in Europa, nella mostra Il drago e il fiore d’oro, opere di arte tessile di rara bellezza e impatto visivo: 36 tappeti di manifattura cinese, creati tra il XVIII e il XIX secolo per adornare le immense sale e i podi dei troni imperiali. La mostra è divisa in tre sezioni.

Al Museo del Cinema il visitatore, dal 4 febbraio al 29 agosto, potrà viaggiare con la mente sino a Cuba, scoprendo, grazie all’esposizione Hecho en Cuba.

Le mostre a Torino… aspettando la primavera 2016

Il cinema nella grafica cubana, organizzata in collaborazione con il Centro Studi Cartel Cubano, oltre 220 opere della miglior cartellonistica cubana proveniente dalla Collezione Bardellotto. Manifesti rari ed esemplari unici di immagini, spesso accompagnate da bozzetti preparatori mai esposti in precedenza, ricostruiscono l’intera stagione creativa, compresa fra la rivoluzione castrista del 1959 e i giorni nostri, di una delle scuole grafiche più prestigiose e rinomate del mondo.

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Davvero originale ed assolutamente imperdibile, infine, la mostra che aprirà nei nuovi spazi di CAMERA tra poco meno di un mese, il 27 gennaio, e che sarà visibile sino all’1 maggio. Il titolo, Sulla scena del crimine, lascia poco spazio all’immaginazione: il visitatore si troverà infatti al cospetto di più di un secolo di fotografia forense, dalle prime immagini entrate nelle aule di tribunale sino alle fotografie satellitari utilizzate dalle organizzazioni per i diritti umani per denunciare l’uccisione di civili, come nel caso degli attacchi con i droni. In mostra si potranno osservare undici casi-studio per illustrare un approccio scientifico al mezzo fotografico, volto a renderlo uno strumento nelle mani della giustizia.

Insomma, una buona tisana o una cioccolata calda e una bella mostra per scaldare i cuori e le anime… in attesa della primavera.

 

Emanuele Bussolino

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