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Piemonte turistico: boom di visite, ma si rivaleggia con la Lombardia

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Torino e il turismo. Un connubio che fino agli anni Novanta sembrava pura utopia, illusione senza sbocchi avvolta da una foschia di grigia desolazione. Città industriale per eccellenza, Torino ha sempre vissuto tale ruolo in Italia senza mai preoccuparsi troppo di valorizzare tutti gli altri settori all’infuori della produzione automobilistica.

Uno di questi è stato proprio il potenziale di attrattività da esercitare su quei viaggiatori alla ricerca di nuove mete da scoprire, spinti soprattutto dall’offerta culturale, dalle bellezze paesaggistiche e architettoniche, dai servizi di accoglienza.

Quest’aurea negativa di cui il capoluogo si circondava, inevitabilmente rischiava di contaminare tutto il resto del territorio, riservando a pochi luoghi quali il Lago Maggiore, Sestriere e il Gran Paradiso il privilegio del viavai turistico.

Poi, finalmente, un’inversione di tendenza che dalla fine degli anni Novanta ha determinato, col passaggio al nuovo millennio, un mutamento radicale: quel benedetto 2006, anno delle Olimpiadi invernali, ha funzionato da catalizzatore di tante trasformazioni interne alla nostra città, che, se da una parte erano provocate dalla recente crisi della Fiat, dall’altra traevano forza proprio dalla riscoperta di tutti quegli aspetti fino ad allora trascurati.

Un nuovo volto, quindi: economicamente provato  dalla perdita di prestigio in campo industriale, ma “spiritualmente” rinvigorito grazie a un esteso vernissage cui sono stati sottoposti tutti gli incantevoli palazzi del centro storico, e una spinta di incoraggiamento data alla cultura con l’organizzazione di molteplici eventi, mostre, festival.

Soprattutto negli ultimi anni abbiamo visto incrementare notevolmente il numero di appuntamenti a cadenza mensile o settimanale, accontentando davvero tutti: dagli appassionati di teatro e cinema agli amanti dello sport, dagli eterni golosi ai cultori d’arte moderna e contemporanea.

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Per non parlare poi dei numerosi convegni internazionali che hanno ospitato esponenti di spicco del panorama politico, economico, e scientifico mondiale.

 

Torino-Piemonte turistico: boom di visite, ma si rivaleggia con la Lombardia

 

Tutto questo preambolo per rendere il giusto omaggio a una serie di dati eloquenti: guardando più in generale all’Italia, il nostro Paese si è confermato negli ultimi anni come il settimo al mondo per entrate valutarie turistiche.

Stando a una stima risalente al 2014, gli stranieri spendono in Italia poco più di 4,5 miliardi di euro l’anno, rendendo il turismo uno dei principali elementi del nostro export (il 3,1% degli scambi con l’estero).

Se si calcola anche il turismo interno, si arriva a ben 81,3 miliardi di euro. Meno positivo è il dato che riguarda l’incidenza del turismo sul nostro PIL, il 4,2%; se ai ricavi diretti si aggiunge anche l’indotto, si arriva al 10,4%.

Un altro dato poco confortante è rappresentato dalla quoti di mercato detenuta dall’Italia nell’ambito del turismo internazionale: se nel 2000 al Paese andava il 5,8% dei ricavi mondiali, nel 2013 questa quota è scesa al 3,7%.

Uno dei fattori condizionanti del calo si può rinvenire nel proliferare di nuove mete vacanziere pronte ad accogliere turisti provenienti da Paesi emergenti quali il Brasile, l’India, la Cina; un altro elemento negativo è dato dalla crisi del turismo interno (nel 2013, rispetto all’anno precedente, gli spostamenti per l’Italia cono calati del 2,5%, mentre i pernottamenti sono scesi del 4,1%).

 

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Ma in questa situazione Torino e il Piemonte hanno mantenuto la testa alta, registrando numeri sempre superiori alla media del Pese. Sapienti politiche di rilancio hanno saputo attirare l’attenzione del pubblico italiano e internazionale.

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Si è deciso, in particolare, di puntare su alcuni grandi eventi che garantissero un’elevatissima risonanza, e gli ospiti intervenuti nel capoluogo hanno potuto così ammirare spazi accoglienti, aree pedonalizzate, vetrine luminose, ristoranti di qualità e una vastissima offerta culturale.

Non sono poche le voci – tra le più recenti, quella di Vittorio Sgarbi – ad aver riconosciuto in Torino una città meravigliosa, addirittura la più bella d’Italia.

 

Torino-Piemonte turistico: boom di visite, ma si rivaleggia con la Lombardia

 

Si è cercato, in sostanza, di andare incontro alla domanda turistica degli ultimi anni: non più le solite vacanze improntate al totale relax, ma un’occasione di arricchimento personale attraverso le novità offerte dal luogo.

E risultati sono senza dubbio soddisfacenti. In Piemonte, nel 2014, i pernottamenti hanno superato i 13 milioni, con una crescita del 3% rispetto all’anno precedente e del 30% rispetto al 2005.

I turisti sono stati 4,4 milioni (+3,8%), mentre il periodo medio di permanenza in regione è stato di tre giorni. Importante la presenza straniera, che ha rappresentato il 40% dell’utenza, ma è positivo anche il dato del turismo domestico, che è cresciuto del 3,5% nei pernottamenti e del 3% negli arrivi.

Particolarmente brillanti i numeri ottenuti da alcune specifiche zone, come il novarese (+ 22% di presenze) e l’astigiano (+ 9,5%).

La provincia di Cuneo ha registrato un +2,4% negli arrivi e un +2,2% nei pernottamenti (che superano la soglia del milione), mentre le colline di Langhe e Roero hanno guadagnato il 3,7% negli arrivi e il 2,1% nei pernottamenti. Qualche flessione si registra nel Distretto turistico dei Laghi, nell’alessandrino e nel vercellese, dove presenze e pernottamenti sono calati in percentuali che variano tra il 2 e il 5%.

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Torino-Piemonte turistico: boom di visite, ma si rivaleggia con la Lombardia

Alla resa dei conti, Torino si conferma al sesto posto tra le città d’arte maggiormente visitate in Italia, dopo Roma, Milano, Venezia, Firenze e Napoli.

Ma si può fare di più, soprattutto se si volge l’occhio ai nostri vicini: in Lombardua, infatti, l’anno scorso, ancora prima dell’Expo, l’aumento delle presenze ha toccato il 20%, e, inoltre, i turisti stranieri sono sempre il triplo rispetto a quelli che solcano il Piemonte. Ma questo valga da sprone per il futuro: un augurio a fare sempre meglio, concludendo con un sorriso questo 2015 per ripartire con ancora più carica nel 2016.

 

Manuela Marascio

 

 

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